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Ipertensione: nuova cura per chi è resistente ai farmaci

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Pubblicato il: 05-04-2011
Sanihelp.it - Una tecnica semplice e priva di rischi importanti è oggi disponibile per abbassare in maniera efficace la pressione sanguigna nelle persone affette da ipertensione arteriosa.

Molte ricerche hanno confermato la stretta relazione che esiste tra eventi importanti come l’infarto miocardico, l’ictus cerebrale, la progressiva insufficienza renale, i disturbi retinici e l’aumento della pressione arteriosa.

Qualora la prescrizione dei farmaci antipertensivi risulti insufficiente o il paziente non può assumerli, le possibilità di un innalzamento della pressione è un fatto reale e non molto raro. I farmaci che combattono l’ipertensione hanno anche dei limiti di tossicità. Sotto i 50 anni, nella donna fertile molte molecole non possono essere prescritte per le possibilità di malformazioni fetali.

Per trovare un sistema in grado di controllare la pressione nelle condizioni di difficoltà farmacologica, nel 2003 un cardiologo americano e un bioingegnere valutarono l’idea di interrompere le fibre simpatiche intorno alle arterie renali infondendo in quella sede farmaci neurotossici, mediante una puntura dall’esterno.

Negli anni 2004-2006 in California una giovane bioingegnere sviluppò un sistema che prese il nome di Symplicity. Si tratta di un catetere-elettrodo che può essere introdotto nelle arterie renali mediante un cateterismo dall’arteria femorale e collegato con un filo a un'apparecchiatura che emette una corrente in radiofrequenza.
L’elettrodo, applicato in diversi punti all’interno dell’arteria renale, provoca un riscaldamento della sua parete che danneggia le fragili fibre simpatiche. La pressione sanguigna elevata scende progressivamente nei mesi successivi.

Gli studi condotti sull’uomo e pubblicati su Lancet dimostrano come questo metodo, chiamato Simpaticectomia Renale o Denervazione Renale, sia sicuro, efficace e i suoi effetti si mantengono nel tempo. L’osservazione accumulata fino a ora supera i 600 casi.

Il metodo è stato approvato in Europa e può essere eseguito da personale medico competente. L’indicazione originale, cioè il trattamento dell’ipertensione resistente ai farmaci, si è ampliata: è stato documentato che pazienti con diabete insulino-resistente migliorano il metabolismo glucidico in aggiunta alla riduzione della pressione arteriosa.
È stato notato anche un miglioramento della funzionalità renale negli ammalati con insufficienza renale cronica progressiva e dell’efficienza cardiaca in quelli con lo scompenso refrattario di cuore.

Gli altri effetti benefici hanno indotto ad avviare nuovi studi che si propongono di verificare l’opportunità di applicare questa tecnica a pazienti con insufficienza renale cronica progressiva, insufficienza cardiaca, cirrosi epatica con versamento addominale, indipendentemente dal valore della pressione arteriosa.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Bruno Damascelli - Vladimira Ticha Emocentrocuore GVM Milano

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