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Parkinsonismo grave: trattamento con cellule staminali

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Pubblicato il: 11-04-2011
Sanihelp.it - In un paio di mesi partirà il primo studio clinico italiano sull’impiego delle cellule staminali multipotenti mesenchimali per il trattamento di alcune malattie neurodegenerative tra cui la Paralisi Sopranucleare Progressiva (PSP), malattia rara, considerata una forma di parkinsonismo grave. Lo studio clinico di fase I, promosso dalla Fondazione Grigioni/Istituti Clinici di Perfezionamento e dalla Cell Factory Franco Calori del Policlinico di Milano, si propone di valutare la sicurezza e l’efficacia dell’impiego di cellule staminali multipotenti mesenchimali autologhe (provenienti dallo stesso paziente che poi le riceve) in pazienti affetti da PSP e per i quali attualmente non esiste alternativa terapeutica.

Le cellule staminali multipotenti mesenchimali verranno ottenute dal midollo osseo dei pazienti stessi. Per prelevare il midollo osseo si effettuerà un’aspirazione dall’osso del bacino, al cui interno è contenuto il sangue midollare, molto ricco di cellule staminali. Le cellule verranno poi sottoposte a una fase molto complessa e delicata, in cui saranno mantenute in vitro in presenza di terreni particolari. Applicando delle metodologie molto standardizzate, messe a punto dalla Cell Factory Franco Calori del Policlinico di Milano, si otterranno cellule mesenchimali staminali multipotenti che, una volta somministrate al paziente, svolgeranno la loro funzione biologica di riparazione del tessuto cerebrale.

Conclude Gianni Pezzoli, Direttore del Centro Parkinson di Milano, Presidente dell’Associazione Italiana Parkinsoniani (AIP) e Presidente della Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson: «Ci auguriamo di ottenere presto dei risultati e offrire ai nostri pazienti un’opzione terapeutica in più in completa sicurezza. Questo anche con l’obiettivo di frenare un certo turismo sanitario, che oggi coinvolge circa il 10% dei pazienti affetti da PSP che si recano all’estero, principalmente in Germania, in Cina o in Sud America, per sottoporsi a infusioni con cellule staminali sia autologhe che eterologhe. A parte i costi piuttosto elevati (si parla di tariffe che vanno dai 10.000 ai 40.000 euro per infusione) è necessario ricordare che tali procedimenti sono nella maggior parte dei casi non efficaci e soprattutto espongono i pazienti a rischi piuttosto importanti, quali infezioni o encefalopatie, che sono dovute al fatto che le procedure in genere non soddisfano neanche i minimi standard sanitari».


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Noesis

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