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Cosmetici animal friendly

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Pubblicato il: 12-04-2011

Alcune aziende che commercializzano cosmetici, sperimentano ancora i propri prodotti sugli animali: per opporci a questa barbarie possiamo evitare di acquistarli. Ma come riconoscerli?

Cosmetici animal friendly © Photos.com

Sanihelp.it - Secondo Colipa, l’associazione che raggruppa tutte le realtà della cosmesi in Europa, ogni anno nell’Unione vengono commercializzati più di 5 miliardi di prodotti cosmetici.
In Italia il consumo di prodotti per la cura di sé è secondo solo alle spese per la casa e per la tavola e supera di gran lunga la somma che la famiglia media destina alle vacanze.

Nonostante la crescita delle linee maschili, l’acquirente principale dei prodotti cosmetici resta la donna, più attenta alla cura del proprio corpo e sempre più sensibile alle tematiche ambientali.

Il mercato dei cosmetici verdi secondo Unipro ha infatti subito un importante incremento negli ultimi 10 anni.

Non sempre però le definizioni naturale e/o bio garantiscono che il prodotto non venga testato sugli animali.

Come fare allora a distinguere cosmetici, profumi, creme ecc. che rispettano e salvaguardano gli amici pelosi da quelli out?

Ce lo spiega la LAV, Lega Anti Vivisezione, che da anni si batte per vedere abolita la barbarie della sperimentazione su animali.

- il modo più sicuro per acquistare detergenti, creme o trucchi non testati su animali né a prodotto finito, né tanto meno nella produzione di materie prime, è quello di controllare che l’azienda madre rispetti lo Standard Internazionale Stop ai test su animali: i prodotti che aderiscono al protocollo riportano sulla confezione il simbolo del coniglietto

 

- verificare quali sono le aziende certificate dallo Standard Stop ai test sugli animali è molto semplice: la LAV ha predisposto una guida pratica al non testato, scaricabile anche dal sito ufficiale: al suo interno sono riportati i nomi di tutte le grandi e piccole realtà del mondo della cosmetica, sia italiane che estere, che hanno detto no alla sperimentazione su animali, sostituendo questo macabro rituale con test altrettanto validi, sicuri e scientifici che rispettano però gli amici pelosi

Se un marchio non è presente nella guida della LAV, non significa obbligatoriamente che utilizzi la sperimentazione su animali per testare i propri prodotti.
Tuttavia ciò vuol dire che non si è sottoposta ai controlli previsti dalla LAV e non aderisce pertanto allo Standard Internazionale.

Le diciture «non testato su animali» e «cruelty free» che vengono adottate da alcune aziende volontariamente, si riferiscono di solito al solo prodotto finito, ma non garantiscono che la sperimentazione non avvenga durante tutti i passaggi intermedi della filiera produttiva.

Ricordate dunque di controllare sempre che sulla confezione dei vostro prodotto di bellezza compaia il simbolo del congiletto LAV: contribuirete così anche voi a fermare la sperimentazione sugli animali.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
LAV Lega Anti Vivisezione

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