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Allattare in pubblico

Nascono i Baby Pit Stop

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Pubblicato il: 26-04-2011

Sono aree allestite in ristoranti, farmacie e altri spazi pubblici per consentire alle mamme di allattare e cambiare i propri bambini. Ecco come trovarli.

Nascono i Baby Pit Stop © Photos.com Sanihelp.it - «Se si rendesse disponibile un nuovo vaccino che prevenisse un milione o più di morti infantili all’anno, e che fosse oltretutto poco costoso, sicuro, somministrabile per bocca, e non richiedesse catena del freddo, diventerebbe immediatamente un imperativo di salute pubblica. L’allattamento al seno può fare questo e molto altro». Così diceva J. Dobbing, su Lancet nel 1994, aggiungendo però che l’allattamento naturale necessita di sostegno e assistenza per poter funzionare bene.

Uno degli ostacoli esistenti ancora oggi nei confronti dell’allattamento al seno, infatti, è quello di poter nutrire il proprio bambino in pubblico. C’è ancora chi si scandalizza, chi lo vieta, chi si imbarazza. E ci sono ancora episodi clamorosi di madri che vengono allontanate dai luoghi in cui stanno allattando.

Ma allattare in pubblico è proprio necessario? Sì, per almeno due motivi:

1. L’allattamento al seno non ha orari fissi, né un numero definito di poppate nell’arco della giornata: ogni bimbo ha un suo stile alimentare e diversi tempi di poppata. È difficile sapere quanto dureranno le poppate e le pause fra una poppata e l’altra.

2. Esistono diversi modi di allattare, in armonia con le richieste del bambino. Diventa quindi difficile prevedere quando e dove il bambino chiederà di poppare.

Le madri hanno diritto di muoversi senza restrizioni e di portare i loro bambini con loro, anzi dovrebbero essere messe in condizione di andare ovunque e di allattare i propri bambini quando lo richiedono. Per questo L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’UNICEF raccomandano di creare ambienti pubblici accoglienti per favorire l’allattamento materno.

Sono nati così i Baby Pit Stop. Prendendo a prestito un termine della Formula 1, si tratta di ambienti creati all’interno di strutture materno-infantili (ospedali, consultori, nidi) o in spazi commerciali e non (bar, farmacie, ristoranti, supermercati, biblioteche, università, stazioni, ecc.), che per la loro distribuzione territoriale possono costituire un’ importante rete di sostegno alla donna che allatta e che si trova fuori casa.

In queste zone è possibile fare il pieno di latte e il cambio di pannolino: una mini area ristoro dove garantire alle mamme accoglienza, riserbo e discrezione.

È un servizio gratuito, non obbliga all’utilizzo commerciale della struttura e la sua organizzazione e idoneità sono garantite da ASL e UNICEF con una verifica periodica da parte di Baby Consumers,associazione di tutela dei consumatori, con la collaborazione di IBFAN Italia.

Prevedono: una comoda sedia su cui potersi sedere, un fasciatoio per il cambio del bambino (che può essere allestito in bagno se c’è lo spazio), opuscoli informativi dell’ASL e dell’UNICEF e, se si può, uno spazio gioco. I Baby Pit stop sono facilmente riconoscibili: una vetrofania all’ingresso e/o un cartello indicano l’area allestita. Sono dedicati a tutte le mamme, sia che allattino sia che usino il biberon.

L'iniziativa per ora riguarda la città di Milano e qualche provincia, ma presto sarà diffusa in tutta Italia. Di recente un Baby Pit Stop è stato allestito anche all’aeroporto di Linate.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
ASL di Milano e Unicef

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