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Una rivoluzione in diagnostica: la risonanza magnetica

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Pubblicato il: 23-10-2003

Da oltre vent'anni la risonanza magnetica ha rivoluzionato l'intero processo diagnostico, organi e parti del corpo che non potevano essere osservati ora non hanno più segreti.

Sanihelp.it - Se non piace chiamarla rivoluzione allora troviamo insieme un altro termine per spiegare il motivo per cui, oltre all’ultimo Nobel assegnato a Paul Lauterbur e Peter Mansfield, negli scorsi decenni per ben tre volte gli accademici svedesi dell'Istituto Karolinska hanno voluto premiare prima Felix Bloch e Edward Mills, poi Purcell e, l’anno scorso, Richard Ernst e Kurt Wuthrich, tutti per studi e applicazioni inerenti allo sviluppo della risonanza magnetica.

Credo che la spiegazione migliore all'uso del termine rivoluzione può essere data facendo una fotografia della diffusione di questo strumento nel mondo. Dopo 20 anni si contano 60 milioni di pazienti che ogni anno usano circa 22.000 macchine di questo tipo.

L'esame clinico tramite la Risonanza Magnetica è un aiuto prezioso nella diagnosi di traumi e malattie del cervello, della colonna vertebrale, del fegato, dell'utero, dei grossi vasi, del sistema ossa-nervi-muscoli. Inoltre è in grado di identificare precocemente diversi tipi di tumori.

Il principio di funzionamento della Risonanza Magnetica è semplice: il nostro corpo è fatto per due terzi di acqua, e la quantità di acqua varia a seconda dei tessuti e delle loro eventuali condizioni patologiche. Agendo sulla carica magnetica degli atomi che compongono le molecole di acqua si ottengono risposte diverse (oscillazioni) a seconda dello stato delle molecole.

Le oscillazioni indotte nei protoni della molecola di acqua possono essere rilevate dall'esterno: i dati che si ottengono riflettono la distribuzione dell'acqua all'interno dell'organismo. Elaborate da un computer, queste informazioni possono dare un'immagine degli organi esplorati dalla macchina. Si tratta di un esame con il grande pregio di non essere invasivo. Inoltre i tessuti molli, come quelli del cervello e del midollo spinale, mentre sfuggono alle indagini con i raggi X, sono particolarmente adatti ad essere osservati con la Risonanza Magnetica.

Una evoluzione della macchina ideata da Lauterbur e Mansfield, la Risonanza Magnetica funzionale, permette di osservare il cervello nella sua normale attività metabolica, e un'altra tecnica di «imaging«diversa ma affine anche se un po' più invasiva, la Tomografia a Emissione di Positroni consente addirittura di vedere, per così dire, il cervello mentre pensa, evidenziando ad esempio le zone che si attivano quando ascoltiamo una musica o quando alziamo un braccio.


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