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Vaginiti in gravidanza: non sottovalutarle!

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Pubblicato il: 01-05-2011

La gravidanza è un periodo che può predisporre il corpo della donna ad infezioni delle vie urinarie e all'insorgenza di vaginiti...

Sanihelp.it - La gravidanza è un periodo che può predisporre il corpo della donna ad infezioni delle vie urinarie e all'insorgenza di vaginiti. Il più delle volte si tratta di condizioni senza una particolare rilevanza clinica e facilmente trattabili. Ci sono però alcune infezioni che più di altre possono in alcuni casi portare dei problemi alla gravidanza stessa ed al neonato.
Una di queste infezioni da 'non sottovalutare' è la vaginite da streptococco. Si stima che in Italia la percentuale di donne portatrici di questo germe si aggiri intorno al 10-20% delle donne in gravidanza. Lo streptococco durante la gravidanza può determinare infezioni delle vie urinarie, vaginiti e, nei casi più gravi l'infezione può risalire fino all'utero e determinare infezioni dello stesso (endometriti) e del liquido amniotico (amniositi), con possibili gravi ripercussioni sulla gravidanza. Inoltre, un'infezione vaginale da streptococco al momento del parto può provocare infezioni neonatali (si calcola che queste riguardino in Italia lo 0.5 per 1000 dei neonati) durante il passaggio nel canale del parto. Nel neonato un'infezione da streptococco può dare infezioni localizzate o, nei casi più gravi, disseminate, con polmoniti, meningiti, osteomieliti, sepsi.
È quindi importante informare le future mamme che non vanno sottovalutati i sintomi e segni di infezioni vaginali, quali prurito, bruciore, perdite vaginali atipiche o maleodoranti, e che è bene in questi casi rivolgersi al proprio ginecologo.
È inoltre importante che, nelle settimane precedenti al parto ed in particolare tra la trentacinquesima e la trentasettesima settimana, tutte le donne, anche se asintomatiche, eseguano un tampone vaginale per la ricerca proprio dello streptococco. Qualora il tampone vaginale sia positivo per questo germe è utile che, all'insorgere del travaglio di parto, si esegua una profilassi antibiotica che diminuisca al minimo il rischio di infezione del neonato durante il parto stesso.


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Redazione Sanihelp.it

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