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Pesce? Almeno 3 volte a settimana!

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Pubblicato il: 10-05-2011

Uno studio condotto presso il prestigioso Karolinska Institutet di Stoccolma, ribadisce l'importanza di una dieta sana ed equilibrata per prevenire le malattie cardiovascolari

Pesce? Almeno 3 volte a settimana! © Photos.com Sanihelp.it - Mangiare con equilibrio e gusto per allontanare le malattie cardiovascolari: questo è il messaggio lanciato dai ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma che per quasi 10 anni hanno seguito un ampio gruppo di donne nate fra il 1914 e il 1948.

Le donne reclutate per questo studio hanno compilato un questionario molto particoleraggiato, composto di circa 350 domande, volto a comprendere le loro abitudini alimentari e lo stile di vita.
Dall’analisi dei questionari i ricercatori sono riusciti a scoprire quante volte a settimana le pazienti consumavano pesce, come lo mangiavano e in che modo questo alimento era stato cucinato e servito.
È stato così possibile scoprire che le donne che consumano pesce almeno 3 volte a settima hanno un probabilità del 15% inferiore, rispetto alle donne che consumavano pesce sporadicamente, di essere colpite da ictus.

Dallo studio è emerso che ad esplicare l’effetto protettivo sono soprattutto il consumo di merluzzo, tonno e pesci d’acqua dolce, ma i ricercatori hanno anche sottolineato che a godere del miglior stato di salute sono le donne che non solo consumano pesce 3 volte a settimana, ma che in più consumano abbondanti porzioni di frutta e verdura, bevono alcol con molta moderazione e fumano poco o per niente.

Le donne più in salute, dunque, non sono solo quelle che portano regolarmente in tavola il pesce, ma sono quelle che scelgono uno stile di vita salutare; lo studio in questione ha anche ribadito che il pesce va mangiato e non si deve temere di introdurre mercurio con il suo consumo; il mercurio è un inquinante ambientale che può nuocere alla salute.

Il pesce per via degli acidi grassi polinsaturi che contiene, come gli omega-3, aiuta a contrastare l’ipercolesterolemia e la formazione delle placche ateromatosiche; consumare pesce anche in abbondanza, infine, non aumenta il rischio di insorgenza di emorragie cerebrali.

Il pesce però va anche cucinato in maniera salutare: meglio non abusare, dunque, nel consumo di fritture e di pesci conservati in salamoia.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
American Journal of Clinical Nutrition

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