Dieta Zona: luoghi comuni da sfatare
Sanihelp.it - Come tutte le cose che ottengono grande successo,
anche la dieta Zona è stata analizzata al microscopio: esperti del settore, medici, dietologi, sportivi professionisti e non, giornalisti e curiosi hanno studiato, e alcuni fra l’altro sperimentato in prima persona, il piano alimentare ideato dal dottor Barry Sears per comprenderne appieno principi e benefici.
Risultato: tanti pareri positivi, ma anche
qualche critica, per lo più infondata, che in questo articolo vogliamo definitivamente sfatare grazie all’aiuto del
professor Enrico Arcelli, specialista in medicina sportiva e in scienze dell’alimentazione e dietologia, professore associato presso la facoltà di Scienze motorie dell’Università di Milano, autore di numerose pubblicazioni scientifiche, nonché di ben 18 libri su allenamento sportivo e alimentazione tradotti in varie lingue.
La maggior parte delle opinioni negative punta il dito sul
limitato apporto di carboidrati complessi e sull’eccessiva quantità di proteine previste giornalmente: la Zona viene dunque accusata di appartenere al gruppo delle diete iperproteiche.
«E’ vero che nella Zona si consiglia il 30% delle proteine, ma si deve tener presente che - ai fini dei possibili danni sull’organismo - non si deve far riferimento alle percentuali, ma ai valori assoluti, ossia ai grammi totali.» spiega il professor Arcelli «La caratteristica fondamentale della Zona è quella di essere
ipocalorica, per cui
il 30% di un apporto calorico basso è necessariamente basso: non si superano mai - non si possono superare in base ai criteri con i quali la Zona è costruita - gli 0,9 g per kg e per giorno».
Al centro della diatriba più comune non solo la quantità, ma anche
la qualità delle proteine: l’assunzione esagerata di alimenti di origine animale quali carne, uova e formaggi può risultare dannosa per la salute.
«Uno dei principi che la Zona raccomanda è proprio quello di
evitare il più possibile le carni bovine e suine, nonché gli alimenti apportatori di eccessive quantità di grassi saturi; è vero il contrario. Le proteine consigliate, del resto, sono il pesce, il pollame i formaggi magri e le proteine della soia» risponde il professore.
Da ultimo viene sottolineata la tendenza, da parte della Zona, a
demonizzare i carboidrati complessi, la cui assunzione quotidiana in certe quantità è indispensabile per la salute.
«Si tende a pensare che, come minimo, si debba assumere
ogni giorno circa 1 grammo di carboidrati per ogni chilogrammo di peso corporeo, più quello che corrisponde ai carboidrati consumati con l’attività fisica; questi criteri sono assolutamente rispettati dalla Zona; si deve fare poi una distinzione tra i vari cibi fornitori di carboidrati, anche perché alcuni, se presi in grandi quantità, determinano sicuramente grossi problemi alla salute.
Via libera invece all’assunzione quotidiana di frutta e verdura.»
Ringraziamo il dottor Arcelli per i chiarimenti e invitiamo tutti i nostri lettori ad approfondire la propria conoscenza del metodo Zona consultando il nostro speciale dedicato al link:
http://www.sanihelp.it/speciale/dieta-zona/
di Valeria Airoldi
Fonte: Enervit, Enervitwellness
Tags: dieta Zona, critiche, alimentazione, Enrico Arcelli
Revisione: 24-05-2011