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Viaggiare sicuri con l'assistenza sanitaria aeroportuale

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Pubblicato il: 18-11-2003

Ogni giorno milioni di persone transitano in aeroporti nazionali e internazionali, l'assistenza sanitaria di uno scalo riveste un ruolo strategico per la salute dei “cittadini del mondo”, ecco come viene garantita in uno dei più importanti aeroporti italiani.

Sanihelp.it - Assistenza sanitaria in aeroporto significa contare sulla presenza di un medico che possa risolvere i problemi di soccorso sanitario che riguardano i passeggeri, il personale viaggiante e gli operatori aeroportuali.

Negli aeroporti milanesi, per esempio, ci sono tre presidi di pronto soccorso, uno a Linate e due a Malpensa, che garantiscono l’assistenza sanitaria 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno. questi presidi sono formati da un medico in turno e altro personale di servizio. A Linate ci sono mediamente 5 addetti, a Malpensa, dove vi sono due presidi, si arriva a circa 10 persone.

«Il nostro servizio è tra i migliori in Europa, possiamo contare su consulenti di grandi ospedali milanesi come il san Paolo e il san Raffaele» afferma il professore Ferla, direttore tecnico sanitario degli aeroporti di Milano, «solo i grandi aeroporti tedeschi e francesi e, in Italia, lo scalo romano possono contare su un organizzazione simile».

Oltre a una funzione di primo soccorso il servizio sanitario aeroportuale offre informazioni per chiarire i dubbi riguardanti i diversi problemi sanitari lagati al volo.
«Molte volte gli stessi medici generici ignorano queste problematiche», spiega Ferla, «in pochi minuti dal decollo ci si trova in condizioni di pressurizzazione ambientale identiche a quelle di un rifugio su un ghiacciaio alpino. L’adattamento che si richiede all’organismo se ci si trova, per esempio, in condizioni di equilibrio omeostatico instabile come può essere il caso di una situazione post operatoria, ma anche di insufficienza renale, può portare il passeggero verso un serio squilibrio funzionale».

L’orecchio è un altro punto debole. Nell'orecchio medio è contenuta aria a una certa pressione, un abbassamento di quest’ultima provoca l’espansione dell’aria che solitamente esce verso l’esterno attraverso la tromba di Eustachio.

«Se semplicemente deglutisco», spiega il professore Ferla «o sbadiglio e permetto all’aria contenuta nell’orecchio medio di fuoriuscire attraverso il tubicino, l'eccesso di pressione si scaricherà verso il rino-faringe e la pressione dell’aria nell’orecchio medio si porterà in equilibrio con quella ambientale. Ma se non sono in grado di farlo, oppure il tubicino è ostruito perché, avendo una faringite o una rinite in atto, è occupato da catarro, l’inevitabile aumento di pressione nell’orecchio medio mi sovradistende il timpano (otalgia acuta) arrivando fino a romperlo. Nel trasporto aereo si può verificare la rottura di timpano per una malattia comunemente ritenuta banale.»

Il personale dei presidi medici è disponibile a rispondere e a chiarire qualsiasi dubbio. Non solo in aeroporto ma anche via telefono: il centralino Sea risponde allo 02.74851.


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Ospedale San Paolo

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