Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Una ricerca sul bere responsabile e un nuovo farmaco

Alcol: italiani promossi

di
Pubblicato il: 31-05-2011

Buone notizie: il 76% degli italiani sceglie di bere poco e bene. Ma l'alcolismo è ancora molto diffuso, specie tra i giovani. Ecco a chi rivolgersi e una novità per la cura.

Alcol: italiani promossi © Photos.com Sanihelp.it - Solo il 6% degli italiani dichiara di bere troppo, contro il 17% in UK e il 20% in Germania. Questa tendenza in Italia risulta circoscritta ai giovani i quali, da adulti, tornano a consumare bevande alcoliche in maniera responsabile. È quanto emerge da una ricerca realizzata da ISPO per conto di Federvini.

In merito al consumo eccessivo di bevande alcoliche, il cosiddetto binge drinking, l’indagine ha evidenziato che sono soprattutto i giovani in UK (24%) e Germania (36%) a eccedere nel bere quando vanno in discoteca. In Italia solo il 9% dichiara di avere questa abitudine.

Rispetto agli altri paesi l’Italia si distingue quindi per il minor numero di bevitori smodati: al 44% non è mai capitato di eccedere. Tra i motivi dichiarati, quelli che più si legano al binge drinking sono piuttosto contenuti: li enuncia il 22% dei rispondenti. La maggioranza indica che si stava festeggiando un evento particolare (16%) o di non essersi reso conto di stare esagerando (15%).

L’indagine ha inoltre messo in luce come la moderazione, la qualità e l’abbinamento con un cibo corretto costituiscano un valore tipicamente mediterraneo: ben l’82% ama bere mangiando bene. Un ruolo importante nell’affermazione di questi corretti modelli di consumo lo assumono sia la famiglia, all’interno della quale per il 20% dei giovani avviene il primo consumo di alcolici, sia la scuola.

L’alcolismo infatti è una malattia seria, che nel nostro Paese riguarda circa 1 milione e mezzo di persone. In Italia sono almeno 30.000 l’anno i decessi per cause alcol-correlate e l’alcol rappresenta la prima causa di morte tra i giovani fino all’età di 24 anni.

Il consumo di alcol non solo produce danni al bevitore stesso: bere può indurre comportamenti violenti (1 omicidio su 4 e 1 suicidio su 6 è alcol-correlato), abusi, abbandoni, perdite di opportunità sociali, incapacità di costruire legami affettivi e relazioni stabili, invalidità, incidenti sul lavoro e sulla strada. Secondo quanto reso noto dall’Istituto Superiore di Sanità, attualmente in Europa tra 5 e 9 milioni di bambini vivono in famiglie con problemi di alcol.

Ma oggi ci sono importanti novità per la cura: è stato inserito in classe A Campral® (acamprosato). A partire dal 13 maggio 2011, quindi, anche i pazienti italiani possono usufruire, a carico del Servizio Sanitario Nazionale, di un farmaco già prescritto in 40 Paesi con un uso clinico consolidato da più di 20 anni.

L’acamprosato è un neuromodulatore specifico indicato nel mantenimento dell’astinenza nel paziente alcoldipendente. Riducendo il craving, ossia il desiderio incoercibile di bere, diminuisce l’incidenza, la severità e la frequenza delle ricadute. L’efficacia del trattamento è stata valutata e quantificata con numerosi studi clinici. Il farmaco deve comunque essere sempre associato a un supporto psicoterapeutico.

Secondo i dati della Relazione del Ministero della Salute del 2010, a oggi sono poco più di 69.000 gli alcoldipendenti che afferiscono ai 459 Servizi di Alcologia dislocati sul territorio italiano. Di questi solo circa 18.000 ricevono un programma di cura integrato, cioè che associ l’intervento psicosociale con quello farmacologico.

Per maggiori informazioni sui Servizi Alcologici si può visitare il sito del Dipartimento Politiche Antidroga: http://www.dronet.org/. Per ricevere aiuto ci sono le Associazioni di pazienti e i gruppi i supporto: AICAT, Associazione Italiana Club Alcolisti in Trattamento (www.aicat.net) e AA, Alcolisti Anonimi (www.alcolisti-anonimi.it).


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ricerca ISPO per Federvini

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti