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Non digerisci? Visite gratis!

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Pubblicato il: 24-05-2011

Dal 23 al 27 maggio si svolge la prima Settimana delle malattie digestive: ne soffre un italiano su 5. Possibilità di una visita gratuita.

Non digerisci? Visite gratis! © Photos.com Sanihelp.it - Un italiano su cinque digerisce male o addirittura soffre di patologie dell’apparato digerente. E il numero è in crescita. Nel nostro Paese le malattie dell’apparato digerente sono spesso legate allo stress, ma anche all’alimentazione scorretta. In particolare, cresce il colon irritabile, mentre calano gastrite e ulcera.
A preoccupare di più gli esperti è il tumore del colon, ma anche l’esofago di Barret. Da segnalare, inoltre, l’incremento del morbo celiaco e delle malattie infiammatorie intestinali: stabile invece la colite ulcerosa, che colpisce soprattutto i giovani.

Sono conosciuti quasi tutti i fattori di rischio legati all’insorgenza di queste patologie, in molti casi connessi ad abitudini e stili di vita errati come l’abuso di alcol e di tabacco, le diete ricche di grassi, condizioni di stress fisico ed emotivo. Risulta quindi necessario porre in essere programmi di prevenzione estesi, mirati ed efficaci oltre alla diagnosi precoce delle diverse patologie che colpiscono l’apparato digerente.

Da qui la necessità di dar vita a una settimana dedicata interamente ai malati, durante la quale potranno sottoporsi a uno screening gratuito. Dal 23 al 27 maggio si svolge la prima Settimana delle malattie digestive, con la partecipazione di oltre 50 centri specialistici distribuiti sull’intero territorio nazionale.

Obiettivo del progetto, organizzato dalla SIGE, Società Italiana di Gastroenterologia assieme ad AIG0, Associazione Italiana Gastroenterologi Ospedalieri, e dalla SIED Società Italiana Endoscopia Digestiva, è quello di creare un collegamento tra il territorio (la medicina di base) e la medicina specialistica (l’Ospedale) per arrivare a fare diagnosi di malattie digestive attraverso una visita specialistica prima di effettuare interventi diagnostici invasivi per il paziente e costosi per la Sanità Pubblica.

Scopo finale: inaugurare un nuovo modello organizzativo fondato su un collegamento tra ospedale e territorio. Gli 8.000 medici selezionati sull’intero territorio nazionale invieranno presso i centri identificati i pazienti ai quali verrà riscontrata una sospetta malattia dell’apparato digerente.

Le malattie digestive costituiscono la prima causa di ricorso alle strutture sanitarie, con circa 2 milioni tra ricoveri e visite ambulatoriali all'anno, 10 milioni di giornate di degenza ospedaliera e 82.000 decessi. Ma soltanto il 7,8% dei pazienti con problemi all'apparato digerente viene ricoverato nei reparti di gastroenterologia: la maggioranza invece non gode di assistenza specialistica e ciò è causa di maggiori costi per il Servizio sanitario nazionale.

È stato dimostrato invece che lo stesso malato se fosse ricoverato nel reparto appropriato verrebbe curato meglio e in minor tempo, ottenendo una qualità di vita decisamente migliore rispetto a colui che viene curato in un reparto non specialistico.

Oggi i ricoveri per malattie dell'apparato digerente rappresentano il 7,5% di tutti i ricoveri nazionali, il 76% dei ricoveri ordinari e il 24% di quelli in day hospital.
Il maggior numero di ricoveri avviene nelle Medicine Generali. Le diagnosi principali per ricoveri ordinari sono per dolore addominale di sede non specifica (5,94%), cirrosi epatica senza menzione di alcol (5,8%), gastroenterite e colite non infettiva (2,68%), occlusione intestinale non specifica (2,42%), pancreatite acuta (2,40%).

Molti passi in avanti sono però stati fatti grazie all’introduzione dell’endoscopia digestiva che ha permesso di entrare dentro le viscere con un apparecchio ottico e guardare la superficie interna dei visceri. In pratica le possibilità diagnostiche della gastroenterologia grazie all’endoscopia sono diventate uguali a quelle della dermatologia, potendo vedere all’interno dello stomaco così come si vede il palmo di una mano.

Nelle patologie dell’esofago, dello stomaco, nelle pancreatiti croniche si possono sempre fare interventi di terapia endoscopica senza il tradizionale approccio chirurgico. Questo importantissimo passo avanti ha quindi permesso di anticipare la diagnosi, passando da una diagnosi precoce delle neoplasie a una diagnosi precocissima delle lesioni pre-neoplastiche, prima che possano diventare tumori.


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