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Salute Animale

La sterilizzazione del cane maschio

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Pubblicato il: 24-05-2011

La sterilizzazione previene gravidanze indesiderate, aiuta a risolvere i problemi di salute, ma non modifica il carattere dell'animale.

La sterilizzazione del cane maschio © Photos.com Sanihelp.it - Per sterilizzazione nel maschio (detta anche castrazione o orchiectomia) si intende l’asportazione chirurgica degli organi riproduttori maschili, i testicoli, e può essere fatta a qualsiasi età dopo la maturità sessuale.

Si discute molto sul fatto di castrare o meno il proprio animale domestico, perché per molte persone è una scelta contro natura e la considerano un atto violento e snaturante nei confronti del cane maschio. In realtà gli animali sono diversi dall’uomo e possono condurre lo stesso una vita lunga e felice senza accoppiarsi o riprodursi.

Di solito i motivi che portano alla scelta della castrazione sono:
• evitare gravidanze indesiderate: tra femmine conviventi o femmine estranee alla famiglia;
• per la prevenzione e la lotta contro il randagismo: nei canili si sterilizzano sia i maschi che  le femmine;
• per problemi di salute dell’animale, a carico dell’apparato riproduttore maschile;
• per problemi comportamentali: comportamenti sessualmente differenziati (aggressività verso altri maschi, monta di familiari o di persone estranee alla famiglia, atteggiamento di possessività nei confronti di un essere umano di sesso opposto).

Molte persone denunciano un cambio radicale nel comportamento del proprio animale verso il 6°-7° mese di età: maggiore eccitazione e atteggiamenti distruttivi, aggressività verso famigliari e sconosciuti, disobbedienza, urinare in casa.

I proprietari decidono, così, di far castrare il proprio animale pensando che poi ritorni ad essere il caro, dolce, affettuoso cucciolo di casa, ma nella maggior parte dei casi non si notano cambiamenti. Perché?

Perché la castrazione non è un mezzo che modifica il carattere dell’animale, che non è dettato da una semplice risposta istintiva a stimoli ormonali, ma è costituito da 9 piccoli pezzetti chiamati DOTI NATURALI (temperamento, tempra, docilità, socialità, vigilanza, aggressività, combattività, curiosità e possessività) che possono essere migliorate ma NON MODIFICATE e quindi se un cane è aggressivo, agitato, distruttivo, disobbediente, lo sarà anche dopo la castrazione (le eccezioni ci sono ma sono molto rare e riguardano soprattutto l’aggressività legata alla presenza di testosterone).

Inoltre la sterilizzazione non modifica l’appetito o l’attività fisica, che non dipendono certo dalla presenza o meno di ormoni sessuali, però l’animale sterilizzato tende ad ingrassare. Come mai? Questo dipende solo dal proprietario, che somministra all’animale quantità eccessive di cibo, perché si sente in colpa nei suoi confronti.

Ricordiamoci però che a lungo andare, se l’animale non è tenuto sotto controllo, da un semplice sovrappeso, può sopraggiungere un problema ben più grave e importante: l’obesità.

A tutt’oggi questa pratica è l’unico metodo che si ha per prevenire il randagismo, la sovrappopolazione nei canili, l’abbandono e l’uccisione dei cuccioli, ma anche la riduzione degli incidenti stradali, spesso anche gravi, causati da animali vaganti.

Quindi non bisogna dire no a priori alla sterilizzazione del proprio animale domestico, però quando si deve fare la scelta  bisogna tenere conto di questi fattori e porsi sempre questa domanda: è assolutamente necessaria
 


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Psicologia canina, Enpa

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