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Donne e cibo

Anoressia e scelta contraccettiva

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Pubblicato il: 31-05-2011

In molti casi il difficile rapporto tra donne e cibo influenza la scelta contraccettiva. Il cerotto rappresenta la giusta soluzione nelle donne interessate dai disturbi del comportamento alimentare (DCA)

Anoressia e scelta contraccettiva © Photos.com Sanihelp.it - La professoressa Alessandra Graziottin, Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica dell'Ospedale San Raffaele Resnati di Milano, illustra i segnali di scivolamento verso bulimia e anoressia: «Sono tre i tipi i segnali da cogliere. Il primo sul fronte del comportamento alimentare, con la tendenza a ridurre la quantità di cibo, selezionare solo alcuni cibi (carote, insalata e mozzarella), cincischiare con il cibo mentre si cena con il resto della famiglia, nascondere residui di cibo in camera. Da considerare anche il frequente e prolungato soffermarsi in bagno, gli attacchi di fame notturni, il calo ponderale marcato o le frequenti variazioni del peso corporeo. Il secondo sul fronte psicologico: eventi ed esperienze negative o traumatiche, delusioni sentimentali, l’uso frequente della bilancia, la distorsione dell’immagine corporea, le difficoltà a esprimere emozioni e sentimenti. Il terzo sul fronte ginecologico: perdita del ciclo (amenorrea), sanguinamento tra un ciclo e l’altro, irregolarità mestruale, alterazioni della sfera sessuale, gravidanze indesiderate o aborti spontanei. In questi casi il disturbo ginecologico è alimentato dal difficile rapporto con il cibo e dalle problematiche psicosessuali e relazionali che lo sottendono. Ciò vale sia per la bulimia che per l’anoressia. Questi tre semafori rossi sono i primi segnali che vanno colti per accorgersi dello scivolamento verso un disturbo del comportamento alimentare, prima che questo si manifesti completamente: dovrebbero allertare la famiglia, oltre che la giovane donna, inducendola a cercare un aiuto qualificato medico e psicologico».

L’anoressia si caratterizza per un atteggiamento restrittivo o compulsivo nei confronti del cibo dovuto a un’alterazione del modo in cui si percepisce il proprio peso o forma del corpo e come la bulimia, può anche essere letta in chiave sessuologica, come spiega il Emmanuele A. Jannini, Professore di Endocrinologia e Coordinatore del primo Corso di Laurea in Sessuologia dell'Università Italiana, all’Aquila: «Anche l’anoressia può essere considerata come un sintomo di disagio sessuale: una ricerca dello status infantile presessuale, caratterizzata dalla perdita delle mestruazioni (amenorrea), ottenuta, più o meno coscientemente, attraverso la diminuzione del peso. Da questo punto di vista, è possibile identificare tre tipologie di anoressia. Accanto, infatti, all’anoressia conclamata in cui non si manifesta il ciclo mestruale e c’è un sostanziale disinteresse/rifiuto per l’attività sessuale, sono frequenti le forme precliniche e borderline: le prime precedono la vera e propria anoressia conclamata, le seconde sono lo stadio successivo alla forma conclamata, in cui si sta iniziando a superare il problema con il cibo. Entrambe sono comunque caratterizzate da condotte di eliminazione, presenza di un ciclo mestruale irregolare (oligomenorrea) e attività sessuale».

«La normale attività di coppia e il ciclo mestruale, che seppur irregolare può essere ovulatorio – continua la professoressa Graziottin - espongono le donne anoressiche precliniche e borderline al rischio di gravidanze indesiderate. E, come per le donne bulimiche, la tendenza all’abuso di lassativi autoprescritti e al vomito autoindotto possono ridurre drasticamente l’efficacia del contraccettivo assunto per bocca, come la pillola. Inoltre, poiché la paura di ingrassare potrebbe ridurre il ricorso ai metodi ormonali, il contraccettivo transdermico, che non influenza peso e composizione corporea, è una scelta adatta anche in caso di anoressia.

Il cerotto contraccettivo può porsi come la scelta da fare in presenza di disturbi del comportamento alimentare. Rappresenta una valida protezione sul piano contraccettivo e un ausilio per la regolarizzazione del ciclo mestruale, rassicurando la donna ed evitando che il rischio di gravidanze indesiderate rappresenti un ulteriore fattore ansiogeno che si va ad aggiungere ai già numerosi presenti».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
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