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È successo due volte in poco tempo

Bimbi dimenticati in auto: perché?

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Pubblicato il: 07-06-2011

La lettura di due esperte: i papà sono più stressati delle donne, ma simili episodi possono colpire chiunque. Intanto arriva una proposta per le case automobilistiche.

Bimbi dimenticati in auto: perché? © Photos.com Sanihelp.it - Fanno orrore i casi dei due bambini morti dopo essere stati dimenticati in auto dai loro papà. Ciò che atterrisce è che simili situazioni possono capitare davvero a chiunque: mamme e papà, nonni, casalinghe, operai, marinai o insegnanti, nessuno può dirsi immune dalla possibilità di un errore o di una dimenticanza.

Non ci sono responsabilità o colpevolezze per questi genitori che sicuramente sono sempre stati impeccabili con i loro figlioletti e che, per colpa di un unico black out mentale, di un solo momentaneo annebbiamento, hanno perso i loro amati piccoli. Per questi papà e queste mamme possono esserci solo parole di conforto e compassione, perché i giudizi e le critiche, pesantissime, stanno di sicuro già piombando su di loro dalla loro stessa coscienza.

«La pressione sociale cui siamo sottoposti noi tutti, e soprattutto chi ha dei figli piccoli, è il motivo per cui si compiono gesti di questo tipo. E gli uomini, in questo periodo storico, sono più stressati delle donne», commenta all'Adnkronos Salute la psicoterapeuta Margherita Spagnuolo Lobb, dopo il caso di Jacopo, 11 mesi, rimasto nell'abitacolo della vettura del papà a Passignano sul Trasimeno per oltre tre ore e deceduto poco dopo. La tragedia segue di appena 10 giorni la vicenda di Elena, la bimba di 22 mesi di Teramo morta dopo essere stata lasciata dal padre per cinque ore nell' auto sotto al sole.

«È probabile - aggiunge l'esperta - che gli impegni, lo stress e le difficoltà quotidiani, oggigiorno, pesino di più sugli uomini. Il carico di lavoro, o anche la disoccupazione, che possono attanagliare un padre di famiglia, rendono il sesso maschile più fragile. E, dunque, più esposto al rischio di perdersi nelle mille cose da fare ogni giorno per portare avanti la famiglia».

«Non bisogna generalizzare, affermando che gli uomini sono meno attenti ai figli rispetto alle donne -aggiunge la psicoterapeuta Anna Oliverio Ferraris, docente della Sapienza Università di Roma - Eppure, è possibile che nel subconscio di una persona ci siano scale di priorità diverse: per una donna, i bambini, specie se piccoli, vengono sempre prima di tutto. Per un uomo, soprattutto se stressato e pressato dagli impegni, il lavoro può prendere il sopravvento. Ma i meccanismi della memoria sono complessi - avverte l'esperta - e sicuramente è capitato anche a qualche madre di dimenticare il bambino sul carrello del supermercato».

Ricordiamo infatti che nel 2008 la stessa tragica fatalità era accaduta a una mamma, un’insegnante di 39 anni residente nella provincia di Lecco: aveva lasciato la figlia di due anni da sola in automobile. La piccola morì nel giorno del suo secondo compleanno.

Il Codacons intanto avanza una proposta alle case costruttrici di automobili. Oggi, nelle auto moderne, ci sono avvisi acustici che mettono in allarme il guidatore su diversi fronti: cinture di sicurezza non allacciate, fari accesi, portiere aperte, freno a mano tirato, serbatoio in riserva, ecc.

Al pari di queste dotazioni ormai di serie su tutte le vetture, le case automobilistiche devono prevedere un avviso acustico collegato con il seggiolino per i bambini (o meglio con le cinture di sicurezza posteriori), in modo che, quando il motore viene spento oppure il guidatore apre la portiera o fa per scendere dall’auto (basta un sensore di peso), ma la cintura posteriore sia ancora allacciata, scatti immediatamente l’allarme.
Si potrebbe così avvisare il genitore distratto della presenza di un bambino nei sedili posteriori, ed evitare in futuro tragedie come quelle di questi giorni.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Adnkronos Salute e Codacons

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