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Leucemia mieloide cronica: sopravvivenza in aumento

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Pubblicato il: 01-06-2011
Sanihelp.it - Una persona colpita da leucemia mieloide cronica può avere la stessa aspettativa di vita di una persona sana. A sostenerlo, uno studio pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute e portato a termine dai ricercatori guidati da Carlo Gambacorti-Passerini dell’Università Bicocca di Milano. Il team ha analizzato più di 800 pazienti con leucemia mieloide cronica provenienti da tutto il mondo.

Lo studio ILTE (Imatinib Long Term Effects) ha coinvolto pazienti che dopo due anni di terapia con imatinib (il primo farmaco biologico per la cura della leucemia in commercio) avevano ottenuto una remissione della malattia, cioè un esito positivo riscontrabile con la ricrescita del midollo osseo sano. Questa risposta si ottiene nella maggior parte (70-80%) dei pazienti trattati. Dopo anni di trattamento con imatinib i tassi di sopravvivenza nei pazienti con diagnosi di leucemia mieloide cronica e nella popolazione non colpita dalla malattia sono molto simili.

Il professor Gambacorti-Passerini spiega: «Abbiamo dimostrato che questi pazienti hanno un’aspettativa di vita normale e questo dovrà avere importanti ripercussioni in molti aspetti della vita quotidiana».


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