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Il giorno della gara: attenzione ai sintomi sentinella

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Pubblicato il: 02-12-2003

Siamo arrivati al fatidico giorno, tutto è andato per il meglio, ora non resta che iniziare a correre, essere sensibili ai segnali del nostro corpo durante il tragitto e non abbattersi alla prima difficoltà, la gara è lunga ma alla fine la soddisfazione ci ripagherà di tutti questi sforzi.

Sanihelp.it - Ci sono alcuni particolari che non vanno trascurati proprio adesso che siamo arrivati al giorno di gara, cerchiamo di chiarire questi aspetti sempre con l’aiuto delle nostre esperte.

Qual è il tipo di alimentazione che bisogna seguire durante il giorno di gara, a che ora mangio? E soprattutto che cosa mangio?

La dottoressa Katuscia Molteni, direttrice responsabile del servizio di medicina sportiva presso il Policlinico dello Sport di Monza, spiega che è essenziale mangiare al massimo tre ore prima della prestazione, «questo comunque vale anche quando si fa un normale allenamento perché il comune pasto impiega mediamente tre ore per essere digerito. Nella peggiore delle ipotesi si può stare male, nei casi più fortunati si hanno delle prestazioni peggiori.»

Bere invece è importante, anche mezz’ora prima, al limite aggiungendo maltodestrine e sali minerali, questi anche durante la gara.

Ecco appunto parliamo ora della gara,cerchiamo di capire se ci possono essere problemi. Dopo tutta questa fatica non mi verranno crampi magari anche per l’ansia da prestazione?

Al di là dei problemi di carattere muscolare, ortopedico o articolare che possono bloccare la nostra gara sul più bello – qui sarà la nostra soglia del dolore a indicare la via del ritiro o del traguardo – bisogna fare attenzione a sintomi più subdoli come dolori al petto, al braccio o alla mandibola. Sono sintomi sentinella che potrebbero essere indizio di patologie cardiache complicate e pericolose.

«Per questo, soprattutto per chi ha più di 45 anni, oltre alla visita di idoneità all’attività agonistica dovrebbe effettuare anche un test da sforzo. Un elettrocardiogramma effettuato mentre l’atleta compie uno sforzo fisico» aggiunge la dottoressa Molteni, «e non va sottovalutata la sintomatologia pre-lipotimica: giramenti di testa, vertigini e tutti quei sintomi che danno l’impressione di svenire. Questi potrebbero essere indice di un’aritmia. Oppure di ipertensione».

E dopo la gara che succede? Non rimarrò bloccato a letto per due settimane?

Nathalie Biasiolo, fisiologa e atleta, risponde con un sorriso, «Dopo la maratona? Beh, bisogna accettare la ribellione del nostro fisico. Il modo migliore è quello di non stressarlo ulteriormente e cercare di procurargli giovamento andando in piscina, corricchiando e facendo tutto quello che possa rilassare il corpo. Immediatamente dopo la gara la cosa migliore è reidaratarsi con bevande a base di maltodestrine. Appena torna l’appetito privilegiare le proteine. Dopo la maratona se non ci sono sintomi particolari non occorrono visite di controllo». Adesso che avete rotto il ghiaccio non fatevi prendere dall’euforia, non pensate di fare più di due maratone all’anno, se avete così tanta voglia di correre potete ripiegare su corse più brevi o su mezze maratone.


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Redazione Sanihelp.it

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