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Glioblastoma: si studia un vaccino

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Pubblicato il: 14-06-2011

I dati presentati al congresso Asco di Chicago mostrano risultati incoraggianti per un vaccino terapeutico in fase di studio contro il glioblastoma, uno dei tumori più aggressivi che colpisce il cervello

Glioblastoma: si studia un vaccino © Photos.com Sanihelp.it - Lo studio, presentato durante il congresso Asco di Chicago, il più importante in ambito oncologico mondiale, è stato condotto dallo University Hospitals Case Medical Center di San Francisco e dalla Columbia University e ha scoperto che il farmaco HSPPC-96 è in grado di raddoppiare e a volte triplicare la sopravvivenza dei malati interessati da glioblastoma. I pazienti coinvolti nello studio hanno avuto una sopravvivenza media di 11 mesi, rispetto agli attuali 3-5 mesi.

Come spiega Andrew Sloan, uno degli autori dello studio e direttore del Centro tumore cerebrale e neuro-oncologia dello University Hospitals Case Medical Center: «I risultati sono molto favorevoli per i pazienti con questa forma mortale di tumore al cervello. Il vaccino è una delle poche terapie immunitarie progettate specificamente per i pazienti che non sono di nuova diagnosi, e questi incoraggianti risultati fanno di questa una terapia promettente per un più ampio studio di fase di 3».

HSPPC-96 isola la proteina da shock termico, appartenente al sistema immunitario; la proteina dal tumore del paziente viene poi reintrodotta nella pelle con un coadiuvante o un agente aggiunto a un farmaco per aumentarne l'effetto. Lo sviluppo del vaccino si deve a Andrew Parsa, ricercatore principale del Brain Tumor Research Center alla University of California.

I pazienti sono stati tutti prima sottoposti a chirurgia, poi a terapia vaccinale entro cinque settimane dall'intervento chirurgico. La terapia vaccinale consiste in quattro iniezioni settimanali, seguite da iniezioni bi-settimanali per un massimo di 52 settimane. «Il vaccino è costituito da cellule dello stesso paziente, in modo che tiene conto di ciò che è unico per il particolare tumore di quel paziente: è la massima applicazione della medicina personalizzata», conclude Sloan.


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