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Prevenzione

Conosciamo meglio le zanzare e i flebotomi

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Pubblicato il: 14-06-2011

In questo periodo dell'anno milioni di zanzare e flebotomi mettono in pericolo i nostri amici a 4 zampe. Conosciamoli meglio per capire come difendere i nostri animali.

Conosciamo meglio le zanzare e i flebotomi © Photos.com Sanihelp.it - I nostri amici a 4 zampe, soprattutto i cani, possono contrarre due gravi malattie: la Filariosi trasmessa dalle zanzare e la Leishmaniosi trasmessa dai flebotomi o pappataci. Ma che cosa sono le zanzare e i flebotomi? Come agiscono? Sono gruppi di insetti ematofagi che appartengono all’ordine dei Ditteri.

Le zanzare fanno parte della famiglia dei Culidi nella quale sono presenti più di 3500 specie, hanno corpo allungato ed esile di lunghezza variabile dai 3 ai 9 mm fino a massimo 15 mm. Presentano lunghe antenne formate da 15 articoli, di cui il secondo (pedicello), è molto più sviluppato degli altri per la presenza dell’organo di Johnston che ha una funzione uditiva e un ruolo importante a livello riproduttivo dato che permette il riconoscimento della frequenza del battito d’ali della femmina.

Di questa specie è caratteristico l’apparato buccale che è di tipo pungente-succhiante nelle femmine, mentre nel maschio è solo succhiante (non può perforare la pelle e si nutre di succhi vegetali). Questi insetti hanno un ciclo vitale composto da quattro fasi: uova, larva, pupa e adulto.

I primi tre stadi di sviluppo sono in acqua e la zanzara, dopo aver fatto un pasto di sangue, depone le uova in acqua e quelle che vengono deposte sul fondo schiuderanno prima di quelle in superficie.

Si originano le larve che si nutrono di microrganismi e particelle organiche e fino allo stadio di pupa rimangono in acqua e, una volta divenute adulte, lasciano l’acqua e iniziano a volare. Essendo dotate di una struttura piuttosto delicata tendono ad aggredire regioni del corpo con poco pelo.

Sono insetti vettori della Filariosi una malattia piuttosto grave causata da vermi nematodi appartenenti al genere Filaria che invadono vasi linfatici e tessuto sottocutaneo, provocando infiammazioni ed infezioni ma anche gravi insufficienze cardio-vascolari fino alla morte nei casi peggiori.

I flebotomi o pappataci, invece, appartengono alla famiglia degli Psicodidi e sono molto simili alle zanzare. Sono state identificate oltre 700 specie di flebotomi raggruppati in cinque generi: Phlebotomus, Sergentomyia, Warileyia, Lutzomyia e Brumptomyia.

Sono insetti molto piccoli di 2-3 mm di dimensioni che agiscono tra ottobre e maggio soprattutto nelle ore notturne tra il tramonto e l’alba. Il loro nome deriva dal fatto che sono molto silenziosi durante la fase di puntura e nutrimento.

Sono ricoperti di peli con lunghe zampe, e presentano un colore giallastro o grigio. Il loro ciclo biologico è caratterizzato da una metamorfosi completa di:
• uno stadio uovo: la femmina depone circa 100 uova, che si schiudono dopo circa 10 giorni, molto piccole da 300 mm a 400 mm di lunghezza e da 90 a 150 mm di larghezza, a forma di ellissi allungata, di colore bruno o nero.
• quattro stadi larvali: sono specie terricole e necessitano di un terreno adatto per questa fase di crescita (temperatura costante e assenza di luce) e si nutrono di particelle organiche in decomposizione. In questo stadio, assomigliano a piccoli bruchi.
• uno stadio di pupa: lunghe circa 3 mm, in questo stadio compiono movimenti bruschi ed energici prima della schiusa fino a che il dorso si spacca ed emerge l’adulto.
• uno di adulto: sono molto delicati e la loro condizione ottimale è una temperatura media e poca umidità, sono poco tolleranti della pioggia e del sole che li uccide in pochi secondi (ecco perché agiscono nelle ore notturne).

Questi insetti sono principali veicoli di un parassita appartenente ai protozoi, il Leishmania Infantum, responsabile della Leishmaniosi, malattia che può restare in incubazione silente per molto tempo per poi manifestarsi con sintomatologie anche gravi.

La prevenzione è molto importante soprattutto per la Leishmaniosi, di cui non esiste vaccinazione e il metodo di difesa è l'applicazione di prodotti antiparassitari, mentre per la Filariosi è possibile vaccinare gli animali con prodotti specifici e sarano così protetti per un intero anno.


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