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Prima sonda che fa prelievi al polmone usando il freddo

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Pubblicato il: 23-06-2011
Sanihelp.it - Per la prima volta in Italia, l’Unità operativa di Pneumologia dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì ha utilizzato una sonda che, attraverso il freddo, consente prelievi di maggiori dimensioni, e, dunque, diagnosi più accurate, diminuendo, a tutto beneficio dei pazienti, il ricorso alla chirurgia.

Tale sonda, introdotta attraverso un fibrobroncoscopio, viene portata nel tessuto polmonare e poi raffreddata a -89°C, per tre-quattro secondi. Quindi si asporta il tessuto, in porzioni assai superiori rispetto alle pinze utilizzate fino a oggi. La metodica, diffusa in pochissimi centri pneumologici al mondo, ha il vantaggio di fornire frammenti di tessuto circa tre volte più grandi rispetto a quelli ottenibili con pinze normali.

La biopsia transbronchiale, cioè la tecnica che permette il prelievo di tessuto polmonare passando dall’interno, dalla trachea e dai bronchi, è stata introdotta nella pratica clinica per la prima volta negli anni Sessanta alla Mayo Clinic, Stati Uniti, ma la tecnica era pericolosa e i prelievi di piccole dimensioni. Nel 2008, il gruppo di Pneumologi di Forlì ha pubblicato una ricerca in cui si dimostra che l’utilizzo di pinze di maggiori dimensioni (pinze jumbo) aumenta il rendimento diagnostico senza accrescere le complicanze.

Con la sonda che utilizza il freddo, la crioprobe, il rendimento diagnostico appare alto anche in patologie complesse come la fibrosi polmonare idiopatica, qualora si presenti con quadri radiologici atipici. Inoltre, le complicanze sono nettamente inferiori a quelle osservabili dopo biopsia chirurgica.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale Morgagni-Pierantoni

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