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Cefalea: cure errate ed esami inutili peggiorano la malattia

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Pubblicato il: 30-06-2011
Sanihelp.it - Uno studio condotto da sette centri cefalee della Lombardia su 600 pazienti affetti da cefalea tensiva ed emicrania (due forme di mal di testa assai prevalenti, rispettivamente 46 e 14%) per verificare la gestione della malattia prima del loro arrivo presso il centro specialistico, ha evidenziato che non sono adeguati né il trattamento acuto né quello preventivo, confermando i risultati di un più ampio studio condotto 2 anni fa in tutta italia con gli stessi scopi.

Nello studio appena completato, ben l’83% dei pazienti non aveva mai usato un farmaco di profilassi, mentre tale strategia terapeutica può ridurre sostanzialmente il ricorso a farmaci dell’attacco acuto, scongiurando anche il rischio di cronicizzazione.

Non usare farmaci corretti, sia in profilassi sia nel trattamento acuto, fa aumentare il carico di disabilità con conseguente maggior impatto sui costi sociali di malattia, anche perché aumenta pure la tendenza all’autoprescrizione da parte dei pazienti.

L’importanza di una maggior competenza nella gestione di questi pazienti deriva anche da un altro studio dell’Università delle Marche che ha considerato 300 pazienti con emicrania senz’aura giunti per la prima volta all’attenzione degli specialisti del locale Centro Cefalee e già sottoposti a una serie di esami.

La conclusione è che basta un corretto esame neurologico con un’attenta raccolta della storia clinica del paziente, effettuato tutt’al più una TAC quando necessario. Tutti gli altri esami fanno ritardare la diagnosi, con il rischio di cronicizzare la malattia.


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Congresso Anircef

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