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Carboidrati nemici della linea? La parola all'esperta

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Pubblicato il: 23-06-2011
Sanihelp.it - Ogni anno con l’arrivo della bella stagione tutti noi (donne e uomini, giovani e meno giovani) veniamo contagiati dalla ben nota «sindrome della dieta». Non importa come e seguendo quali regole: l'unico obbiettivo è dimagrire.

C’è chi sceglie di eliminare qualsiasi alimento solido, nutrendosi solo di beveroni; chi decide di evitare dolci e fritti, ma poi esagera con gli altri alimenti; chi salta la colazione e pranza con una mela (pensando di tagliare le calorie), ma arriva a cena talmente affamato da ingurgitare tutto ciò che gli capita sotto mano.

Per aiutare i nostri lettori a orientarsi nel caotico mondo delle diete, abbiamo interpellato una vera esperta nel campo dell’alimentazione: la dottoressa Gigliola Braga, biologa nutrizionista docente presso l'università di Torino e massima esperta della dieta Zona.

«Molti oggi parlano di educazione nutrizionale mettendo un po' in imbarazzo le persone che si sentono chiamate in causa per i possibili errori nelle loro scelte e nelle modalità di esecuzione dei pasti, della colazione, degli spuntini. A volte si tratta di sbagli consapevoli, altre volte potrebbero essere inconsapevoli perché riferiti ad argomenti che non si conoscono in modo insufficiente, non solo perché non si sono mai affrontati con il giusto interesse, ma perché si riferiscono a concezioni vecchie e smentite dalle attuali conoscenze.» ha affermato la dottoressa, sottolineando come molte volte il sovrappeso non è imputabile solo alla mancanza di volontà della persona interessata, ma più spesso deriva dall'assenza di corrette informazioni rispetto al valore nutrizionale dei cibi.

«Per esempio» continua Gigliola «per usare i carboidrati in modo corretto, non si possono più dividere in semplici e complessi: questa suddivisione, utile dal punto di vista chimico, è fuorviante sotto l'aspetto funzionale perché oggi si sa che mangiare un piatto di pasta da un etto equivale a consumare una tazza di zucchero più o meno dello stesso peso. Chi l'avrebbe detto un tempo in cui i dolci erano proibiti, ma la pasta il pane no, anzi. Poiché i carboidrati sono i principali stimolatori dell'insulina, l'ormone che immagazzina in grasso gli eccessi, è facile che la maggior parte delle persone ingrassi quando mangia un innocente e salutare piatto di pasta, anche se scondito. Meglio sarebbe mangiare poca pasta con un condimento discreto nei quantitativi e nella qualità e associare un secondo piatto proteico con un contorno d'insalata. Questo pasto non penalizza il gusto e neppure la possibilità di cenare con gli amici. Per non ingrassare e addirittura dimagrire se necessario, anziché mangiare tutta la pizza, basta prenderla bene farcita di proteine magre e lasciare una porzione adeguata di pasta. E via di questo passo anche con le leccornie esotiche a cui non si deve rinunciare se si conosce la vera valenza del cibo».

No alla demonizzazione dei carboidrati dunque, con la raccomandazione di accompagnarli sempre con una sufficiente dose di proteine magre e grassi buoni, siano essi semplici (frutta e verdura) o complessi (pane, pasta, riso ecc.) per evitare i tanto dannosi picchi insulinici, proprio come suggerisce il dottor Barry Sears attraverso la sua dieta Zona.

Per maggiori info sulla dieta Zona invitiamo i lettori a consultare il nostro speciale al link: http://www.sanihelp.it/dieta/zona/


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