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Pediatria

Cervello e sviluppo neurocognitivo

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Pubblicato il: 28-06-2011

Nei bambini colpiti da tumore cerebrale è fondamentale un esame neuropsicologico per individuare eventuali deficit cognitivi e impostare interventi riabilitativi ad hoc.

Cervello e sviluppo neurocognitivo © Photos.com Sanihelp.it - Un esame neuropsicologico nei bambini affetti da tumore al cervello è prioritario (rispetto a chirurgia, chemio e radioterapia) per indagare la presenza di defici cognitivi; la loro scoperta precoce consente di pianificare tempestivamente interventi di riabilitazione personalizzati.

Le indicazioni vengono fornite da uno studio condotto dalle dottoresse Laura Iuvone e Laura Peruzzi, dell'Unità Operativa di Oncologia Pediatrica del Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma, coordinato dal direttore Riccardo Riccardi. Il lavoro, pubblicato sulla rivista Neuro-Oncology, ha coinvolto 83 bambini dell'età media di otto anni, colpiti da tumore cerebrale.

Ogni nel nostra Paese vengono diagnosticati circa 150 casi ogni milione di bambini di età compresa tra 0-14 anni: i tumori cerebrali si collocano dunque al secondo posto delle neoplasie più diffuse nell'età infantile e adolescenziale.

Un perfezionamento delle terapie e il ricorso a nuovi farmaci hanno migliorato la prognosi dei bambini interessati dalla malattia; le terapie mediche e chirurgiche però possono favorire l'insorgenza di deficit neurologici, cognitivi e comportamentali, che si aggiungono a quelli legati alla malattia stessa. L'aumento della sopravvivenza ha favorito l'attenzione alla qualità di vita del piccoli, spesso caratterizzata da conseguenze a lungo termine con significativa compromissione delle capacità cognitive, di apprendimento e di inserimento sociale.

Proprio per questi motivi il team dell'Unità Operativa di Oncologia Pediatrica del Gemelli ha inserito nel percorso terapeutico del bambino la valutazione cognitiva che permette di individuare precocemente ritardi nello sviluppo neurocognitivo. I test proposti ai bambini vogliono valutare sia il livello di sviluppo intellettivo, sia le abilità settoriali come: memoria, linguaggio, integrazione visuomotoria, attenzione e funzioni esecutive.

Il professor Riccardi spiega: «L'obiettivo è di favorire lo sviluppo neuropsicologico del bambino e migliorarne la qualità di vita, in modo da pianificare interventi riabilitativi individualizzati (logopedia, psicomotricità, riabilitazione neuropsicologica) e programmare con la scuola interventi specifici al fine di promuovere l'apprendimento e l'integrazione scolastica del bambino».

Aggiunge il dottor Antonio Ruggiero, ricercatore di Oncologia Pediatrica del Gemelli, coautore dello studio: «I bambini affetti da tumore cerebrale presentano alterazioni dello sviluppo già rilevabili alla diagnosi. Tale valutazione, prima di ogni tipo di terapia, può dunque essere fondamentale come punto di partenza per chiarire il ruolo specifico del tumore e dei diversi tipi di trattamento nel determinare deficit a lungo termine».


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Asca

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