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Sole e latte per fare il pieno di vitamina D

La migliore cura naturale? Il sole!

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Pubblicato il: 12-07-2011

Il sole è un vero e proprio farmaco naturale: basta mezz'ora ogni giorno per sintetizzare la vitamina D necessaria per avere ossa forti… e non solo.

La migliore cura naturale? Il sole! © Photos.com Sanihelp.it - Ha un ruolo essenziale nel sistema di regolazione del calcio, perché controlla i livelli di questo minerale nel sangue, ne aiuta l’assorbimento nell’intestino e la deposizione nelle ossa. Inoltre regola i processi di sviluppo e differenziazione di diversi tipi di cellule e ha un’azione antiproliferativa in molti tessuti, comprese le cellule tumorali in coltura.

Eppure la maggior parte degli europei non raggiunge livelli appropriati di vitamina D, la cui carenza può provocare problemi alle ossa, come il rachitismo nei bambini e l’osteoporosi negli adulti.

Anche l’obesità è spesso associata con carenza di vitamina D. Infatti è stato evidenziato che questa sostanza viene stoccata nei grandi depositi adiposi, divenendo non biodisponibile: questa potrebbe essere la ragione per cui le persone obese sono cronicamente carenti di vitamina D.

Ma, come ricorda Assolatte, associazione delle industrie italiane che operano nel comparto lattiero-caseario, l’estate ci viene in aiuto: il sole, infatti, è un insostituibile alleato perché la frazione ultravioletta B dei raggi solari, colpendo la pelle, provoca la sintesi della vitamina D.

Inizialmente, infatti, a richiamare l’attenzione sulla vitamina D è stata l’osservazione che coloro che vivono in Paesi situati alle latitudini maggiori, dove appunto c’è una minore esposizione ai raggi UV, presentano un rischio più elevato nei confronti di varie malattie quali ipertensione arteriosa, sclerosi multipla, diabete di tipo 1 e alcuni tumori, inclusi quelli della prostata, del colon e della mammella.

Per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di esporre il viso e le braccia alla luce solare per almeno 30 minuti al giorno, in modo da ottenere una produzione adeguata di vitamina D e ristabilire le scorte organiche che verranno usate nei mesi in cui il sole latita.

Però, per raggiungere i livelli di assunzione giornaliera raccomandati dall’OMS (ossia 5 µg fino a 50 anni, 10 µg per i 51-65enni e 15 µg oltre i 65 anni), stare al sole non basta, soprattutto quando, con l’avanzare dell’età, si riduce la capacità dell’organismo di sintetizzare la vitamina D.

Ecco perché serve anche un’alimentazione adeguata. I cibi più ricchi di vitamina D sono l’olio di fegato di merluzzo, i pesci grassi (come lo sgombro e il salmone) e i latticini. Secondo le stime dell’INRAN, il latte - bevanda perfetta per l’estate - è la fonte alimentare di vitamina D che viene consumata con più frequenza dagli italiani.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Assolatte

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