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Binge drinking

Ragazzi ed estate alcolica

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Pubblicato il: 19-07-2011

In vacanza scatta la moda della sbornia: apporti ipercalorici e binge dirinking abbattono le attese di vita dei ragazzi; la conferma da uno studio dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Ragazzi ed estate alcolica © Photos.com Sanihelp.it - Si accorcia di anni, anche di decenni, l’attesa di vita per i giovani (e sempre di più anche per i giovanissimi) alla ricerca dello sballo da alcol: fenomeno che si dilata in maniera esponenziale soprattutto nei fine settimana e nei periodi di vacanza grazie alle maggiori occasioni di socializzazione e al controllo dei genitori che si allenta.

Gli esperti lo chiamano binge drinking: è la moda del bere una grande quantità di alcol molto velocemente per ubriacarsi il prima possibile. Un eccesso già di per sé dannoso che, se ripetuto costantemente nel tempo, diventa una vera e propria bomba a orologeria in grado di accorciare sensibilmente le aspettative di vita. La situazione è resa ancora più allarmante in presenza di problemi come l’obesità o di altri aspetti caratteristici della sindrome metabolica che vedono al centro della problematica il fegato grasso.

La conferma arriva da uno studio condotto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e pubblicato sulla rivista scientifica Alcohol and Alcoholism, che ha preso in esame l’associazione e l’amplificazione dei danni al fegato generati da alcol e obesità: due concause che si moltiplicano in maniera esponenziale. Secondo le ultime statistiche (ISS), in Italia il 42% dei ragazzi e il 21% delle ragazze minorenni subisce il fascino dell'alcol. Stessa seduzione che colpisce anche i bambini: 18 su 100, decisamente al di sotto dei 16 anni, hanno adottato almeno un comportamento a rischio alcol-correlato.

Anche i numeri rispetto a obesità e sovrappeso non sono rassicuranti e interessano ben 1 bambino su 3. E quando obesità e alcol si incontrano ne esce un mix pericoloso quanto quello creato dal suo opposto: il digiuno prolungato per incrementare l’effetto sballo da consumo di alcol. Il fenomeno, noto con il nome di drunkoressia, è particolarmente diffuso tra le ragazzine.

Valerio Nobili, Responsabile Epatopatie metaboliche e autoimmuni dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, osserva: «Quello che stiamo osservando nei nostri ragazzi è il costante aumento della presenza di problemi al fegato cronici e progressivi (infiammazione, steatosi, fibrosi) che compromettono la struttura dell’organo stesso fino alla perdita totale della sua funzione. Nel nostro Paese si stima circa un milione di bambini con fegato grasso, ai quali vanno aggiunti quelli con sindrome metabolica e quindi a rischio di infarcire il fegato di grasso, nonché i ragazzi-bevitori, esposti allo stesso identico rischio. La risultante di questo processo sarà un impennarsi della spesa sanitaria per le cure richieste da questa patologia e un numero sempre più grande di adolescenti col fegato compromesso che saranno adulti malati e quindi ancor più bisognosi di cure mediche. È obbligo istituzionale e dovere morale di noi pediatri intervenire per arginare la pandemia alcol e fegato grasso».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale Pediatrico Bambino Ges¨

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