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Malattie veneree

Scoperta super gonorrea

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Pubblicato il: 12-07-2011

Tra i già i numerosi agenti responsabili di malattie sessuali si fa strada un ceppo di gonorrea resistente agli antibiotici. È la scoperta di un team di ricercatori svedesi.

Scoperta super gonorrea © Photos.com Sanihelp.it - Si chiama H041 ed è stato scoperto in Giappone un nuovo ceppo di Neisseria gonhorreae, il batterio responsabile di una malattia venerea, la gonorrea appunto. Quello che rende importante la scoperta è che, analizzando il ceppo, i ricercatori dello Swedish Research Laboratory for Pathogenic Neisseria, hanno rilevato particolari mutazioni genetiche che rendono il germe resistente alle cefalosporine, la classe antibiotica normalmente utilizzata per curare la malattia.

La gonorrea è una malattia a trasmissione sessuale che si può manifestare dai 3 ai 10 giorni dopo il rapporto a rischio, ma che può dare i primi sintomi – bruciore durante la minzione nelle donne e perdite verdastre negli uomini - a volte già dopo 12 ore da un incontro non protetto. Il batterio si localizza nell’apparato genitale, provocando un’infiammazione dell’uretra nell’uomo e della cervice e della vagina nella donna. Se non viene curata tempestivamente, l’infezione può anche risalire fino alle ovaie e provocare sterilità.

In genere, confermata la diagnosi con l’analisi delle secrezioni intime, la cura prevede antibiotici per 6-8 giorni. La scoperta del superbatterio, però, apre scenari inquietanti. Secondo gli autori dello studio, potrebbe rappresentare un pericolo per la salute pubblica: «Se è ancora troppo presto per dire se il nuovo ceppo si diffonderà, la storia della resistenza batterica suggerisce che potrebbe farlo rapidamente senza nuovi farmaci ad hoc e programmi efficaci di trattamento» ha dichiarato Magnus Unemo, alla guida dello studio, in un’intervista alla BBC.

Al momento non resta quindi che mettere in pratica i sempre validi consigli per proteggersi dalle malattie a trasmissione sessuale, evitando rapporti non protetti (quindi senza profilattico) con partner nuovi, occasionali o di cui comunque non si conosce perfettamente lo stato di salute. Ricordiamo che la pillola anticoncenzionale non protegge dal rischio di contagio da malattie veneree.


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