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Se il sesso vien dormendo

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Pubblicato il: 19-07-2011

Fare sesso nel sonno o provarci senza ricordare nulla al risveglio: succede ai sonnambuli del sesso, quasi un 2% della popolazione. Il primo caso documentato a Torino.

Se il sesso vien dormendo © Photos.com Sanihelp.it - Avete mai sentito parlare di sleepsex? In pratica è una sorta di sonnambulismo durante il quale si finisce o per lo meno si prova, a fare sesso: con il partner, da soli (con la masturbazione), o arrivando a importunare eventuali coinquilini. Si tratta di un disturbo del comportamento nel sonno (una parasonnia) decisamente poco noto, ma si stima che interessi fino al 2% della popolazione: dati non certi, perché spesso si ignora di soffrirne. Proprio nel nostro Paese, al centro di medicina del sonno dell’ospedale Molinette di Torino, ne è stato documentato recentemente il primo caso al mondo.

Proprio il direttore del Centro torinese, Il dottor Alessandro Cicolin, prova a spiegare che cosa succede a chi soffre di questa forma di parasonnia: «nel sonno si ritrova a seguire istinti primari come mangiare, bere, fare pipì o fare sesso. Il problema è che il cervello è in parte sveglio, in parte addormentato: alcune aree sono attive e il resto dorme».

Così, se normalmente quando si dorme certi comportamenti sono inibiti, in questo caso, invece, bye bye ai freni inibitori e con atteggiamenti , per di più, border line, se così possiamo dire: oltre a tentare di molestare chi capita a tiro, infatti, si può finire a mangiare carne cruda o a fare pipì sul tappeto del soggiorno, proprio perché non tutte le aree cerebrali sono attive.

E senza ricordare nulla, perché a complicare il tutto c’è l’assoluta mancanza, al risveglio, del ricordo di quanto compiuto. Evidenti sono, quindi, i problemi legati allo sleepsex: ci si può far male o si può arrivare a far male agli altri, tanto da finire dritti in tribunale, accusati magari di tentata violenza, o, più semplicemente, « non ci si rende conto del problema, e magari si litiga col partner che allude a rapporti o episodi di intimità di cui non si ha memoria» continua il medico. Pare che colpisca democraticamente uomini e donne, anche se sono i primi a dover fare più spesso i conti con le cause in tribunale.


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