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Allarme: dottoresse discriminate e molestate sul lavoro

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Pubblicato il: 28-07-2011
Sanihelp.it - Discriminazioni, vessazioni e violenze: non è facile essere un medico donna in Italia, secondo un'indagine condotta dall’Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma su circa 1.600 iscritte.

Le donne medico denunciano infatti di aver subito attacchi alla qualità della condizione professionale in maggior misura rispetto a un pari campione delle donne italiane (dati ISTAT 2007). Anche per quanto riguarda le relazioni lavorative, esse hanno espresso un disagio maggiore della media nazionale.

Le donne medico che ritengono di essere discriminate rappresentano addirittura i due terzi del totale. Più in dettaglio, il 27,1% ritiene di esserlo nell’ambiente di lavoro in generale e il 37,5% soltanto nel raggiungimento dei livelli apicali. Oltre la metà dichiara di essere coinvolta poco o per niente nell’attuazione dei programmi di lavoro e delle iniziative del servizio di appartenenza. Avere meno incarichi, e indennità accessorie, è fonte anche dei divari retributivi tra uomini e donne: la pensa così il 34,1%.

Solo poco di più della metà delle donne medico (53,6%) afferma di non aver mai subito molestie, mentre al 46,4% è capitato almeno una volta e al 5,1% molte volte. La maggior parte delle intervistate (72% circa) ha riferito che le molestie si sono verificate nell’ambiente di lavoro.

Le conseguenze comportano: stress (39,4%), cambiamenti di comportamento sul luogo di lavoro (34,9%), timore di vivere esperienze analoghe (27,5%), sviluppo di aggressività (26,9%), comportamenti difensivi (17,7%), una vita più solitaria e isolata (17,4%), ansia, panico e depressione (16,9%), preoccupazione per la sicurezza personale (16,1%), cambiamenti nelle abitudini della vita quotidiana (14,3%), perdita di giorni di lavoro (10,2%), insorgenza di difficoltà col partner (8,9%). Non mancano le aggressioni fisiche vere e proprie: le lamenta, infatti, il 4% contro il 2,1% della media nazionale.

Critici i rapporti con i superiori: il 46,2% li qualifica come indiretti, formali o inesistenti e il 45% circa ritiene che siano caratterizzati da disistima, ostilità e formalismo. La situazione migliora quando si passa ai rapporti con i colleghi: la percentuale che afferma di avere rapporti di tipo collaborativo è del 73,4%.

Nonostante tutto ciò, circa il 60% si dichiara soddisfatta del proprio lavoro e ruolo professionale, ben l’85,5% si sente apprezzata dai propri colleghi. Anche se a ciò si contrappone un diffuso scetticismo circa la probabilità di salire tutti i gradini della carriera: su una scala da zero a 100 è giudicata pari solo a 30.

Infine, più della metà delle dottoresse si sente sovraccarica di lavoro, così circa il 55% trascura le relazioni amicali e la cura di se stessa, il 18,6% i divertimenti, il 10% trascura il rapporto di coppia e il 5,5% quello con i figli.
Per conciliare meglio il lavoro con la famiglia e la persona, il 34,5% vorrebbe l’introduzione di tempi di lavoro più flessibili; il 29,2% chiede servizi per l’infanzia e gli anziani; il 27,2% una maggiore condivisione del lavoro familiare con gli uomini; il 6,6% indennità economiche ai nuclei familiari.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Roma

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