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Morte in culla: sotto accusa la posizione nel sonno

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Pubblicato il: 27-01-2004

Uno studio europeo ha cercato di individuare i fattori di rischio della cosiddetta sindrome della morte in culla. E i risultati hanno individuato un fattore importante.

Sanihelp.it - I risultati di uno studio europeo indicano che circa il 48% delle morti in culla possono essere attribuite alla posizione prona o su un fianco del neonato nel sonno. Il 36% è collegato al fatto di dormire in una stanza separata da quella dei genitori e il 16% alla condivisione del letto con i genitori.
La sudden infant death syndrome (SIDS), comunemente denominata morte in culla o morte bianca, è la principale causa di morte tra i neonati di età inferiore all’anno. La maggior parte di queste morti avvengono tra due e quattro mesi di età e più frequentemente tra i neonati di sesso maschile.

Per meglio comprendere i fattori di rischio della SIDS, il dottor R. G. Carpenter, della London School of Hygiene and Tropical Medicine ha realizzato, in collaborazione con i suoi colleghi, diversi studi riguardanti 20 regioni europee e nell’analisi sono stati compresi i dati relativi a 745 casi di SIDS e a 2411 neonati viventi. I risultati della ricerca sono pubblicati su The Lancet.

A conferma di studi precedenti, la posizione prona nel sonno o lo spostamento da un fianco alla posizione prona sono risultati tra i principali fattori di rischio della SIDS. Rispetto ai neonati che dormivano in posizioni diverse, quelli che dormivano in posizione prona o che si spostavano dal fianco alla posizione prona, erano rispettivamente 13 e 45 volte maggiormente soggetti alla SIDS.

Dormire nel letto dei genitori rappresentava un rischio marginale di SIDS salvo che la madre fosse una fumatrice e la correlazione risultava evidente soltanto durante le prime 8 settimane di vita. Per contro, se la madre era una fumatrice, condividerne il letto faceva aumentare il rischio di SIDS di circa 13 volte durante le prime settimane di vita.
Secondo i ricercatori il consumo di alcol da parte della madre può essere un significativo fattore di rischio per la SIDS, ma soltanto se il neonato dorme per tutta la notte insieme alla madre.

La conclusione della ricerca è che l’individuazione di alcuni fattori di rischio evitabili come quelli costituiti da una posizione impropria durante il sonno, dal tipo di cuscino o materasso o dalla collocazione del neonato durante il sonno, può servire a ridurre in modo sostanziale il numero di SIDS.


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Redazione Sanihelp.it

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