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Speciale Running

Correre.. in salita e in montagna

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Pubblicato il: 26-07-2011

Estate: tempo di vacanze, tempo di sport. Per tutti coloro che preferiscono la montagna alle spiagge affollate, ecco l'alternativa più cool alla classica passeggiata nei boschi.

Correre.. in salita e in montagna © Redazione Sanihelp.it - Trekking sì ma ... di corsa. Da praticare però con cognizione di causa. In salita e in discesa. Ma anche grande divertimento e soddisfazione. Quella che lo sport di endurance sa dare, come ricompensa alla fatica.

Quando si parla di corsa in salita e in montagna ci si riferisce a quella disciplina svolta prevalentemente in natura, con pendenze anche molto elevate e altrettante discese. Per questa specialità c'è anche un circuito agonistico internazionale sotto l'egida della Fidal (in Italia) e della IAAF (nel mondo) e si assegnagno i vari titoli.

In ogni caso, si tratta di uno sport emergente e appassionante non adatto a tutti poiché, oltre a richiedere tanta energia, mette a dura prova le articolazioni e il cuore. Ma provare, in vacanza o no, per credere!

Se sei già un city runner puoi infatti avvicinarti a questa versione del running (un po' più spinto) sicuramente più avventurosa e divertente, fermo restando che in montagna ci sono rischi forse meno elevati rispetto a quelli metropolitani: il traffico. Anche se la fatica in qualche modo raddoppia e certamente le condizioni possono essere diverse (altitudine, clima etc).

In montagna o mezza montagna dovrai in primo luogo adottare un equipaggiamento differente, effettuare alcuni allenamenti specifici per preparare il tuo corpo ai nuovi sforzi ed ostacoli e, se possibile, trovare un compagno di viaggio che, oltre a rendere più piacevole l’allenamento, in caso di infortunio potrà aiutarti e/o chiamare i soccorsi.

Per saperne di più, in occasione della presentazione del Campionato Italiano di Corsa in Montagna 2011 che si terrà a Zelbio nella mattina del 21 agosto (valevole per la quarta edizione del Trofeo Enervit Le Tagliate), abbiamo intervistato Valentina Belotti, vicecampionessa del mondo della specialità.

Ciao Valentina, che sei definita una "runner speciale", che ama questo tipo di corsa e ne ha fatto la sua specialità, che consigli daresti agli utenti web di sanihelp.it che questa estate si recheranno in montagna e potranno avvicinarsi a questa affascinante disciplina?

«Dico che correre in mezzo alla natura allena sia il corpo che la mente. Ci si può estraniare dai problemi quotidiani. Ritrovare se stessi. Pensate a una corsa solitaria ai bordi di un fiume su un sentiero erboso sotto una leggera pioggia con una nebbiolina che sale dal sottobosco. O raggiungere la cima di una montagna in una giornata tersa e con l’aria frizzante. Magari incontrando solo qualche camoscio o uno scoiattolo che attraversa il sentiero. Certo il mio approccio è un po’ diverso e più agonistico, a volte la fatica è tanta e non c’è tempo per meravigliarsi di ciò che mi circonda. Ma chi lo fa per divertimento può godere dello spettacolo che offre la natura.

Quali esercizi/ allenamenti puoi consigliare loro per iniziare. E per le donne?

«Tutto dipende dal livello di allenamento da cui si parte. Sicuramente per i meno esperti bisogna iniziare per gradi, magari con delle camminate veloci, in funzione del tipo di salita e terreno su cui si sta muovendo. Alternando tratti di corsa ad altri di camminata. Si può iniziare con un circuito saliscendi che si ripeterà a giorni alterni cercando di percorrerlo più velocemente. E’ controproducente fare subito una «sfacchinata» per poi essere distrutti per diversi giorni. Comunque per corsa in montagna (lo dice la parola stessa) s’intende una disciplina da praticare in tutta sicurezza su percorsi a volte anche impegnativi dal punto di vista altimetrico, ma mai tratti esposti o pericolosi

Quali sono secondo te le maggiori difficoltà che un neofita della corsa in montagna può incontrare? E che cosa deve fare perché l'approccio sia giusto?

«Un elemento fondamentale sono le calzature utilizzate. Devono essere confortevoli e dotate di un certo «grip» per fare presa sui terreni più scoscesi e al tempo stesso protettive per i tratti in discesa.
In montagna da considerare è anche l’effetto «quota», più marcato oltre i 1500 metri. La presenza di una minore concentrazione di ossigeno porta ad una maggiore difficoltà durante l’allenamento. Sicuramente prima di effettuare uscite intense è necessario un periodo di adattamento, che può variare da un minimo di 3 a 7 giorni

A chi sconsigli maggiormente questo sport?

«A nessuno, però essendo uno sport di resistenza, che necessita di una particolare preparazione, il mountain runner deve avere un fisico in piena efficienza dal punto di vista cardiovascolare. Inoltre non dovrebbe avere in corso problemi muscolari-articolari o tendinei che su terreni accidentati potrebbero essere acuiti.»

Cosa non deve assolutamente mancare nel kit del trail runner e/o del runner che corre in salita?

«Per chi corre a lungo, consiglierei una borraccia con un integratore salino, degli alimenti energetici per contrastare un eventuale crisi di fame. Meglio avere anche un k-way da usare in caso di repentini cambiamenti climatici e un cellulare. Potrebbero anche essere utili dei bastoncini telescopici da usare nei tratti di salita più ripida. Tutto questo comunque dipende dal tipo di allenamento che si vuole fare e dalla durata.»

Parliamo un po’ di te.. hai voglia di raccontarci come ti sei innamorata di questa disciplina?

«La passione per la corsa in montagna e per la montagna in generale mi è stata trasmessa dai miei genitori, soprattutto da mio padre, esperto alpinista e profondo conoscitore del territorio camuno (dove sono nata). Fin dalla più tenera età mi ha fatto conoscere ed apprezzare i sentieri, la fatica delle ascese e la gioia dell’arrivo in vetta. L’agonismo è stata una conseguenza, non solo per mettere alla prova me stessa, ma per scoprire scenari e ambienti montani diversi dai miei.»

La tua vittoria più bella?

«Tutte le vittorie hanno un valore particolare e unico, legato anche al momento personale che sto vivendo. Sicuramente il primo successo dopo il problema fisico che mi ha tenuta a riposo forzato per un anno e mezzo è quello che ancora oggi mi fa più emozionare..quando pensavo di non riuscire più a riprendere a correre, si è riaccesa la luce!»

Lei corre in salita e vince. Ma la sua esperienza (per nulla estrema) è alla portata di tutte e tutti quelli che vorranno seguire i suoi consigli. Di una campionessa di sport e simpatia. Correte gente, correte.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Valentina Bellotti

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