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Diventare mamma dopo il tumore al seno

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Pubblicato il: 26-07-2011

Diventare madre dopo una terapia contro il tumore al seno non sarà più una rarità, ma la normalità. A sostenerlo, una scoperta interamente italiana che ha messo a punto una tecnica blocca-ovaie e che salva la fertilità.

Diventare mamma dopo il tumore al seno © Photos.com Sanihelp.it - Una gravidanza dopo la cura per tumore al seno non sarà più un'eccezione. La straordinaria notizia si deve a una scoperta italiana: mettere a riposo le ovaie durante la chemioterapia consente di preservarle dall'attacco dei farmaci. Questo lascia intatta la funzione riproduttiva, allontanando il rischio di menopausa precoce, che colpisce quattro pazienti su dieci.

La dottoressa Lucia del Mastro, dell'Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova coordinatrice della ricerca, spiega: «Il tumore del seno colpisce sempre più precocemente, 6 volte su 100 prima dei 40 anni, parliamo di ben 2.300 donne l'anno nel nostro Paese. In questi casi è per noi prioritario salvaguardare la loro possibilità di diventare madri. La menopausa precoce è un'eventualità che le spaventa e nel 29% dei casi influenza addirittura la decisione riguardo ai trattamenti. Questa ricerca è un fondamentale passo avanti per garantire loro una vita come prima dopo la malattia, gravidanza compresa».

Lo studio è stato condotto dal 2003 al 2008 e ha coinvolto 281 donne in 16 centri aderenti al Gruppo italiano mammella (Gim); i risultati sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Jama.

«Il nostro obiettivo – aggiunge il professor Marco Venturini, presidente eletto dell'Associazione italiana di Oncologia Medica (Aiom) e primario di Oncologia Medica all'Ospedale Sacro Cuore - Don Calabria di Negrar (VR), uno degli autori della ricerca - era capire se una sospensione temporanea della funzionalità ovarica, ottenuta attraverso la somministrazione della triptorelina, un ormone analogo dell'Lhrh, permettesse di preservare le ovaie dagli attacchi dei chemioterapici: trenta giorni di terapia con questi farmaci equivalgono in media a un anno e mezzo di vita fertile in meno. Ebbene, nel gruppo trattato appena l'8,9% è andato incontro a menopausa precoce rispetto al 25,9% di chi aveva ricevuto le cure standard, con una differenza assoluta del 17%. E non solo, all'ultimo controllo (ottobre 2010) tre donne seguite con il nuovo approccio terapeutico avevano avuto una gravidanza. Ci auguriamo quindi che a oggi questa strategia diventi di routine per tutte le donne giovani che si trovano ad affrontare un tumore del seno».


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Agi

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