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Comprendere l'adolescenza

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Pubblicato il: 01-09-2011

La dottoressa Giorgia Aloisio, psicologa e psicoterapeuta operante a Roma, ci aiuta a indagare il mondo dell'adolescenza: delicata ma necessaria fase di passaggio dall'infanzia all'età adulta.

Comprendere l'adolescenza © Photos.com Sanihelp.it - Il termine adolescenza deriva la propria etimologia dal verbo latino adolescere, che significa crescere: ci troviamo di fronte a una fase di mutamenti, di più o meno repentini cambiamenti di rotta, a una fase di passaggio inevitabile per il raggiungimento dell’età adulta.

Durante l’epoca adolescenziale viene a strutturarsi la personalità di un individuo: di questa personalità sono già state per così dire gettate le fondamenta durante l’età infantile. Tra gli 11 e i 18 anni il corpo e la psiche cambiano in modi inaspettati e sorprendenti, partecipando entrambi a delineare la futura identità del soggetto.

Queste trasformazioni comportano un nuovo ruolo sociale per l’adolescente, che lascia il mondo dei giochi e si avvicina al mondo adulto: il tramite di questo delicato passaggio è spesso costituito dal formarsi di gruppi giovanili o bande all’interno dei quali il giovane può trovare protezione e acquisire un nuovo ruolo sociale. All’interno di questi raggruppamenti vengono sanciti una serie di rituali, gesti più o meno diffusi che servono a rafforzare il senso di appartenenza al gruppo: diventano fondamentali il modo di vestire, i gusti musicali e cinematografici, l’uso di sostanze legali o illegali. 

Accade spesso che in questi contesti l’uso di tabacco venga incoraggiato e che si trasformi quasi in una sorta di lingua comune. Per chi non è addetto ai lavori può mostrarsi difficile discriminare tra comportamenti bizzarri, ripetitivi ma legati a una fase di scoperta del mondo, da atteggiamenti rischiosi e, in alcuni casi, collegati a uno stile di vita francamente patologico.

Non bisogna sorprendersi di fronte a una condotta di dipendenza in età adolescenziale: è proprio in questa fase, infatti, che tale genere di tendenza fa la propria comparsa nella vita di un individuo (come avviene nel caso della dipendenza affettiva, da tabacco o alcol, farmaci, cibo, sostanze psicotrope). Ciò accade perché l’antica dipendenza passiva vissuta nella relazione con i genitori si tramuta in dipendenza attiva e controllabile da parte del giovane che gestisce la sostanza e che si sente quindi parzialmente autonomo e indipendente da essa.

Nella rivoluzione adolescenziale sono coinvolte anche le figure genitoriali, sia nella relazione con il figlio che cambia e si accosta al mondo adulto, sia perché nei genitori riaffiorano frammenti più o meno elaborati della loro passata adolescenza, elementi con i quali il confronto diventa pressoché inevitabile.

Questo doppio binario genitori – figli non fa che aumentare la complessità del processo adolescenziale, rendendo spesso questa relazione fonte di ansietà e producendo scossoni nei livelli del tono dell’umore dei due fronti. Esaminando nello specifico il tema della dipendenza da sostanze va sottolineato che a volte il rapporto che il giovane instaura con la sostanza può essere motivo di preoccupazione per il genitore


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Intervista alla dottoressa Giorgia Aloisio

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