Il calendario vaccinale
Vaccino antipertosse: non ti scordar di me
La pertosse oggi non fa più paura come un tempo, grazie al vaccino. Che però deve essere eseguito correttamente, rispettando i richiami. Ve li ricordiamo.
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Sanihelp.it - I nonni la chiamavano
tosse canina, storpiando l’aggettivo in base alle inflessioni dialettali. Ma il significato era identico ovunque: una
tosse convulsiva che imitava l’abbaiare di un cane.
Ignoravano che a provocarla fosse un batterio, la
Bordetella pertussis, ma sapevano bene che si trattava di una malattia potenzialmente letale. Nei primi anni del ‘900 la percentuale dei
decessi nell’infanzia per pertosse raggiungeva infatti
il 10% dei casi.
Oggi la situazione è nettamente migliorata, ma la
pertosse continua comunque a essere una delle malattie infettive più contagiose che si conoscano (un bambino può arrivare a contagiare per via aerea
fino al 90% di coetanei non immuni con cui viene a contatto) e soprattutto continua ad avere complicazioni gravi: il 20% dei casi deve essere ospedalizzato a causa di complicanze quali polmonite (5%) ed encefalopatia (0.1%).
Anche la mortalità è molto alta:
2 decessi ogni 1000 casi, con punte dell’1% nei bambini al di sotto del primo anno di vita, quasi sempre a causa di polmonite. La malattia è tanto più grave quanto più precocemente colpisce il bambino.
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di Roberta Camisasca
Fonte: Cartella stampa pertosse
Tags: pertosse, Bordetella pertussis, vaccino esavalente, calendario vaccinale, vaccino antipertosse
Revisione: 06-09-2011