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Alimenti pericolosi

Il cioccolato: il peggior nemico per cane e gatto

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Pubblicato il: 06-09-2011

L'intossicazione da questa gustosa sostanza è abbastanza frequente nei nostri amici a 4 zampe, soprattutto nei cani.

Il cioccolato: il peggior nemico per cane e gatto © Photos.com Sanihelp.it - I nostri amici a 4 zampe sono molto golosi e spesso ricevono dai loro padroni molti fuori pasto. Alcuni alimenti sono innocui e non provocano danni, ma altri, come il cioccolato, risultano essere tossici e possono mettere seriamente in pericolo la vita dei nostri piccoli amici.

Il cioccolato, ottenuto dai semi della pianta di cacao, contiene una sostanza, la teobromina che è un alcaloide purinico vegetale, isomero della teofillina, appartenente alla famiglia della Metilxantina.

È un eccitante del sistema nervoso e cardiocircolatorio, provoca tremori muscolari, convulsioni, aritmie cardiache, crisi di ipertensione arteriosa, ma è anche un diuretico e un vasodilatatore. I canigatticavalli ed altri piccoli animali sono incapaci di metabolizzarla. Nel cane l’emivita della teobromina è di circa 17,5 ore ed è più lunga rispetto ad altre specie. Viene metabolizzata dal fegato ed eliminata per via urinaria.

Nel cavallo, in basse dosi, diventa uno stimolante talmente potente che è stata bandita dalle corse in quanto sostanza illegale. Sono stati segnalati anche episodi mortali in animali da reddito alimentati con scarti della pianta del cacao o con bucce di cacao.

L’entità del quadro tossico è dose dipendente e varia quindi in funzione della taglia dell’animale, del tipo di cioccolato e dalla quantità ingerita. In generale, più è dolce la cioccolata, minore la quantità di Metilxantina presente. Ad esempio il cioccolato al latte contiene circa 140-173mg/100g di metilxantina mentre quello fondente ne contiene 1198-1232 mg /100g.

La Teobromina è facilmente assorbita dell'apparato gastrointestinale e viene poi distribuita in tutto l'organismo. La DL50, ossia la dose letale per il 50% del campione, sembra aggirarsi intorno ai 250-500 mg/kg; si sono verificati episodi di mortalità anche con dosi di 115 mg/kg. Segni clinici si possono manifestare con l’ingestione di 1,3 mg/kg di cioccolato amaro o con 13 mg/kg di cioccolato al latte.

I sintomi clinici compaiono circa 12 ore dopo l’ingestione e sono: vomito, diarrea, irrequietezza, respirazione affannosa, tremori muscolari, convulsioni, poliuria (aumento della quantità di urina prodotta) e polidipsia (aumento dell’ingestione di acqua), ed infine la possibile morte, anche se piuttosto rara, dovuta probabilmente ad aritmie cardiache.

In caso di ingestione di dosi consistenti di cioccolato, gli animali che hanno ingerito piccoli quantitativi di cioccolato non necessitano di trattamento, è opportuno rivolgersi al proprio veterinario che interverrà con: una lavanda gastrica a cui seguirà una somministrazione di carbone vegetale che riduce l’assorbimento della teobromina a livello gastrointestinale, una somministrazione di farmaci emetici (che inducono il vomito), somministrazione di fluidi per prevenire la disidratazione causata dal vomito e diarrea, farmaci anticonvulsivi per pazienti che presentano convulsioni e farmaci per il cuore in caso di aritmie cardiache.

Il miglior trattamento è la prevenzione quindi è bene evitare l’ingestione accidentale. Ricordiamoci che anche se Linneo, naturalista svedese, l’ha definita il cibo degli Dei per il nostro amico a 4 zampe può essere un vero e proprio killer.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
ASPCA, veterinario.it, Manuale Merck veterinario

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