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Saranno le malate a parlare alle altre donne

Donne, fate il test per l'HIV!

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Pubblicato il: 13-09-2011

Un terzo dei nuovi casi di HIV riguarda donne: un problema in aumento. Spesso la diagnosi arriva tardi, perché le donne non si credono a rischio e non fanno il test. Per loro, arriva SHE.

Donne, fate il test per l'HIV! © Photos.com Sanihelp.it - Si chiama SHE (Strong, HIV Positive, Empowered Women) ed è il primo programma educazionale in Europa rivolto alle donne affette da HIV. Il progetto, presentato al 6° Congresso mondiale dell’International AIDS Society di Roma, è stato sviluppato da un comitato indipendente composto da associazioni di pazienti, donne colpite dal virus ed esperti provenienti da sei Paesi europei (inclusa l’Italia).

L’HIV è la principale causa di malattia e morte tra le donne in età fertile nel mondo. Anche se la popolazione femminile costituisce uno dei gruppi più vulnerabili nei confronti di questo tipo di infezione, non vengono stanziate risorse sufficienti per rispondere ai bisogni specifici di queste donne.

«Vi sono peculiarità connesse allo stato di sieropositività femminile che vanno dal desiderio di maternità alla scelta del contraccettivo adatto - sottolinea la professoressa Antonella d’Arminio Monforte, Direttore della Clinica di Malattie Infettive del San Paolo di Milano e membro del comitato di SHE - Per esempio, la maggior parte delle donne non sa cosa significa avere un figlio essendo HIV-positive e che le attuali terapie antiretrovirali possono proteggere il nascituro. Inoltre le donne hanno maggiore consapevolezza di essere infettanti, da qui il problema della rivelazione del proprio stato di sieropositività all’interno della coppia. Ricordiamo infatti che, da quanto emerso dalla coorte Icona, le donne che si sono infettate per via eterosessuale nella maggioranza dei casi hanno contratto la malattia da partner stabili. Negli uomini invece la trasmissione eterosessuale avviene soprattutto con rapporti occasioni».

La finalità di SHE è quella di fornire strumenti alle donne con HIV per migliorare la loro qualità di vita, in particolare attraverso un dialogo efficace e costruttivo con gli esperti, e di superare le sfide, rappresentate per esempio dalla rivelazione della malattia agli altri e dall’accesso alla maggior parte dei servizi di cura. Il programma si basa sul supporto fornito dalle pari, cioè da donne nella stessa condizione clinica. Ricerche scientifiche mostrano che le informazioni provenienti dalle pari risultano particolarmente credibili, affidabili e influenti.

Ogni anno nel nostro Paese si registrano 4000 nuovi casi di infezione da HIV: almeno un terzo riguarda le donne, che nel 70% dei casi contraggono il virus a causa di rapporti sessuali non protetti. La percentuale delle donne che hanno acquisito l’infezione attraverso i rapporti sessuali è aumentata nel tempo, passando dallo 0,7% nel 1985 al 77,1% nel 2008.

Purtroppo oggi ancora molte donne ricevono una diagnosi di infezione solo occasionalmente, o perché il loro partner si ammala. Spesso infatti non si considerano a rischio e molte di loro sono ignare dei comportamenti sessuali dei propri partner. Molte donne eseguono il test dell'HIV su suggerimento del ginecologo a causa di infezioni genitali ricorrenti o per la comparsa di infezioni a trasmissione sessuale. Una donna su quattro ha saputo solamente nel corso della gravidanza di aver contratto il virus, perché ha eseguito il test per la prima volta in occasione degli esami di routine del primo trimestre.

La guida SHE potrà essere utilizzata in strutture comunitarie, ospedali e cliniche dalle responsabili dei gruppi di supporto delle pari per le donne affette da HIV.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Programma SHE (Strong, HIV Positive, Empowered Women)

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