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Attività fisica

Rémise en forme: tre regole

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Pubblicato il: 13-09-2011

Non esagerare, fare almeno trenta minuti di movimento tre volte alla settimana, scegliendo attività aerobica: ecco le indicazioni del dottor Guidalberto Guidi, cardiologo e medico fiduciario della Juventus FC.

Rémise en forme: tre regole © Photos.com Sanihelp.it - «Fare attività fisica è importante per la propria salute», sottolinea Guidalberto Guidi, cardiologo della clinica Fornaca di Torino e medico fiduciario della Juventus FC. «Si stima che nei paesi evoluti circa il 12% della mortalità totale sia da imputare alla sedentarietà della popolazione ed è fondata convinzione che l’esercizio fisico possa contribuire a mantenere e migliorare lo stato di salute». Con la fine dell'estate, scatta la corsa alla rémise en forme, con la pianificazione di corsi in palestra o in piscina e attività sportive. Il dottor Guidi ricorda le tre regole d'oro: non eccedere con lo sforzo, muoversi per almeno mezz’ora e farlo tre volte alla settimana; queste indicazioni per la ripresa dell’attività fisica sono un toccasana per il cuore e per affrontare la stagione fredda nel migliore dei modi.

Precisa il cardiologo: «Innanzitutto si dovrebbe lavorare a una frequenza cardiaca compresa fra il 60 e l’80% di quella massimale; in secondo luogo la durata di ogni seduta di allenamento: 35-40 minuti; non certo ultima, la frequenza settimanale di allenamento dovrebbe essere di 3-4 sedute. Con questi accorgimenti è possibile avere un miglior controllo dei fattori di rischio quali diabete, colesterolo elevato, obesità, ipertensione e anche osteoporosi. Programmi più intensi non migliorano il risultato, ma al contrario possono aumentare il rischio di complicanze cardiovascolari. Invece sedute anche più brevi o di modesta intensità possono giovare ai soggetti sedentari. Questo protocollo ottiene non solo un effetto riequilibrante e anti depressivo, ma serve anche a sviluppare e a mantenere l’allenamento cardiorespiratorio». 

Per scegliere tra le diverse attività proposte dai centri fitness «Non esiste una regola. Le tipologie di esercizio fisico si differenziano essenzialmente tra il training di tipo aerobico di resistenza e quello anaerobico di potenza. Entrambe hanno effetti positivi sul cuore: l’attività aerobica (marcia, ciclismo e sci di fondo) determina un aumento di volume delle cavità cardiache; l’attività anaerobica (scatto, lancio o sollevamento pesi) aumenta prevalentemente lo spessore del muscolo cardiaco».

Gli studi scientifici più significativi si sono focalizzati sull’attività aerobica dimostrando l’efficacia ipotensiva (cioè riduzione della pressione arteriosa) dell’esercizio fisico. «Sono preferibili le attività aerobiche di resistenza, caratterizzate dalla successione ritmica tra contrazione e rilasciamento delle fibre muscolari: così l’organismo impara a consumare ossigeno in modo ottimale bruciando anche i grassi ai fini energetici, le resistenze periferiche dei vasi arteriosi di piccolo e medio calibro si riducono e la pressione arteriosa è più stabile. Oggi è questa l’attività più consigliata dalle principali linee guida su prevenzione e trattamento dell’ipertensione e raccomandate dall’American College of Sport Medicine».

Il programma fitness necessita di un supporto strutturato e coordinato: «È opportuno eseguire preventivamente una valutazione medica accurata, prima di affrontare un programma di attività fisica, completando gli accertamenti con una prova di sforzo. Solo così si avrà la certezza di non correre gravi inutili rischi anche affrontando sforzi prolungati e intensi». Lo sport ha anche un grande impatto sociale; conclude Guidi: «Secondo un recente studio gli undici milioni di italiani che praticano regolarmente attività fisica fanno risparmiare alla Sanità italiana circa 3,6 miliardi di euro all’anno».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ufficio stampa Guidalberto Guidi - Eo Ipso

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