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Da quest'anno una giornata dedicata a questo tema

Futura mamma, non bere!

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Pubblicato il: 27-09-2011

Oltre 7 bimbi su 100 rischiano l'esposizione all'alcol già nel pancione. In gravidanza non si conosce la quantità tollerata: meglio astenersi.

Futura mamma, non bere! © Photos.com Sanihelp.it - L’Istituto Superiore di Sanità, in occasione della prima Giornata internazionale della consapevolezza sulla sindrome feto-alcolica, celebrata il 9 settembre 2011, ha presentato un interessante studio sull’’esposizione dei neonati all’alcol materno nel nostro Paese.

Lo studio è stato effettuato dall’Iss in collaborazione con 7 neonatologie di diversi ospedali italiani. Attraverso l’etilglucuronide, un biomarcatore messo a punto dagli stessi ricercatori dell’Iss, è stato possibile rilevare l’esposizione alcolica dei piccoli attraverso l’analisi del meconio del neonato.

«I risultati hanno rivelato che il 7,6% dei neonati italiani sono esposti all’alcol materno – afferma il presidente dell’Iss, Enrico Garaci – Non sappiamo al momento quale sia la quantità di alcol che si possa assumere in gravidanza senza rischi. Quindi tutte le future mamme, sia quelle già in gravidanza che quelle che decidono di avere un figlio, devono sapere che la quantità di alcol in questo periodo deve essere pari a zero».

«Finora la diagnosi dei disordini feto-alcolici era affidata all’interpretazione e all’esperienza del medico – sottolinea Simona Pichini, coordinatrice del gruppo di ricercatori dello studio –L’etilglucuronide, metabolita non ossidativo dell’etanolo, permette invece di individuare immediatamente e con certezza i neonati esposti prenatalmente all’alcol».

Il gruppo di studio ha messo in luce che c’è un consumo di alcol in gravidanza sottostimato o non riconosciuto da parte delle donne che partoriscono: l’analisi sul meconio di 607 neonati, infatti, ha rivelato un’esposizione media del 7.6% di neonati.

«Una diagnosi precoce, invece, può essere molto utile per individuare possibili rischi e agire tempestivamente. I neonati devono avere un follow-up specifico – spiega Simona Pichini - perché ancora non si sa che percentuale di loro svilupperà una sindrome feto alcolica e quanti di loro uno spettro di disordini feto alcolici. Si tratta principalmente di problemi neurologici, neuromorfologici, problemi di sviluppo cerebrale, disabilità serie. La sindrome di iperattività e deficit di attenzione, per esempio, è uno dei disordini che potrebbero manifestarsi».

Già nel 1999, in Canada, un gruppo di genitori che aveva adottato bambini affetti dallo spettro dei disordini feto alcolici decise che il 9 settembre di ogni anno avrebbe ricordato al mondo che durante i nove mesi di gravidanza è bene astenersi dal bere alcolici. L’iniziativa fu raccolta dalla Nuova Zelanda, dove il 9 settembre del 1999 alle ore 9.09, la campana della chiesa di Auckland suonò nove rintocchi per celebrare la Prima giornata di consapevolezza sulla sindrome feto-alcolica.

Quest’anno, anche l’Italia ha aderito alla Giornata con una conferenza per sensibilizzare le donne sui rischi della sindrome feto alcolica e presentare la Guida alla diagnosi dello spettro dei disordini feto-alcolici, prodotta dall’Iss e rivolta ai medici. Per maggiori informazioni sui rischi dell’alcol in gravidanza: Telefono Verde Alcol: tel. 800 632000, e-mail alcol@iss.it.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Istituto superiore di sanitÓ

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