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Giornata mondiale dell'Alzheimer: un aiuto dalla ricerca.

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Pubblicato il: 20-09-2011
Sanihelp.it - E’ una delle malattie legate all’invecchiamento più difficile e purtroppo più diffusa, ma oggi se ne parla con una speranza in più, soprattutto in termini di prevenzione. Mercoledì 21 settembre sarà la 18^ giornata mondiale dell’Alzheimer.

Tante le iniziative in programma in tutta Italia, tra cui numerosi convegni organizzati dall’AIMA (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer) con lo scopo di sensibilizzare e informare. Fra le iniziative di divulgazione, la presentazione del Vademecum Alzheimer, un’opera unica realizzata sotto forma di glossario, con l’obbiettivo di accompagnare e dare supporto a tutti coloro che si trovano nella difficile situazione di assistere un familiare malato.

Di invecchiamento e malattie correlate (quindi Alzheimer), ha accennato proprio domenica 18 settembre il professor Giovanni Scapagnini, neuroscenziato e ricercatore di nutrizione genomica, impegnato nello Zone Consultant 2011 (corso di aggiornamento sulla dieta Zona) del professor Barry Sears, a Milano.

«L’invecchiamento è un fenomeno naturale inarrestabile, prodotto dell’interazione tra fattori genetici e ambientali, che colpisce tutte le cellule differenziate, i tessuti, gli organi e gli organismi, e che si manifesta con una progressiva diminuzione della capacità di adattamento all’ambiente. Questo processo conduce inesorabilmente l’organismo ad una condizione di maggiore suscettibilità e vulnerabilità nei confronti degli stress e delle malattie, con conseguente aumento della mortalità in maniera età-dipendente» ha dichiarato il professore.

Durante la sua esposizione Scapagnini ha sottolineato l’importanza della restrizione calorica, dell’assunzione di polifenoli (presenti ad esempio nei mirtilli) e della pratica di un esercizio fisico moderato per ridurre il deficit mitocondriale associato con l’invecchiamento e promuovere benessere e longevità.

«L’approccio nutraceutico alla stimolazione dei meccanismi della longevità e alla modulazione dei fattori di rischio intermedi collegati a malattie cronico-degenerative rappresenta oggi, soprattutto nei paesi occidentali, una realtà sempre più importante, e uno delle più interessanti aree di sviluppo della medicina preventiva e anti-aging» ha concluso il professore.

Vivere più a lungo e in salute, sono gli obiettivi della ricerca nutrizionale e l’auspicio per una prevenzione seria ed efficace che si muove proprio anche nella direzione della prevenzione all’Alzheimer che, secondo gli autori del World Alzheimer Report 2010, conta in tutto il pianeta 35,6 milioni di malati, destinati a raddoppiare a 65,7 milioni nel 2030 e a triplicare a 115,4 nel 2050.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
ANSA Adkronos, AIMA, Enervit

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