Tempo
Fare oggi o rimandare a domani?
Grazie al contributo della dottoressa Michela Rosati, psicologa e psicoterapeuta specializzata in psicoterapia cognitivo comportamentale, proviamo a capire la tendenza al rimandare al futuro quanto si potrebbe fare subito.
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Non rimandare a domani quello che potresti fare oggi è un detto molto comune e rivela una tendenza frequente: tutti tendono a procrastinare ma, secondo recenti studi,
per il 20% della popolazione rimandare diventa uno stile di vita, che crea numerosi problemi e provoca un disagio psicofisico continuo e dannoso.
Alcuni sono però dei veri e propri
procrastinatori cronici, come li definisce il professor Joe R. Ferrari, uno dei massimi studiosi in materia di procrastinazione a livello mondiale. Ferrari e molti altri studiosi, dopo un ventennio di ricerche in materia, hanno concluso che la tendenza a rimandare, ripetuta sistematicamente nel tempo, è senza dubbio la
spia di qualche problema più profondo, che la persona tenta di risolvere in questo modo disfunzionale.
Il procrastinatore cronico cerca di affrontare la vita tramite la
strategia del rimandare il più possibile impegni, incontri, decisioni. Se l’idea è quella di facilitare le cose, questo soggetto finisce, quasi sempre, con il creare problemi ancora maggiori. Si tratta di un
ritardo intenzionale nel cominciare o nel completare un compito, fino al punto di provare disagio. Le persone sanno cosa dovrebbero fare e non lo fanno: come risultato, provano ansia o un senso di rimorso o di rimpianto per non aver agito diversamente.
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di Valeria Leone
Fonte: Dottoressa Michela Rosati
Tags: psicologia, rimandare, tempo, oggi, domani
Revisione: 04-10-2011