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Andrologia

Sesso possibile dopo il tumore alla prostata

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Pubblicato il: 04-10-2011

L'unità complessa di Urologia dell'Ospedale Cardarelli Di Napoli è tra i centri d'avanguardia e di riferimento in Campania per il trattamento dell'impotenza conseguente a interventi alla prostata.

Sesso possibile dopo il tumore alla prostata © Photos.com Sanihelp.it - L’unità di Urologia dell’Ospedale Cardarelli di Napoli, diretta dal professor Alberto Masala, è una struttura all’avanguardia nel trattamento dell’impotenza a seguito di un intervento alla prostata per tumore, con l’impianto di protesi di nuova generazione che consentono ai pazienti un ritorno a una normale sessualità. Secondo dati recenti, questa neoplasia può causare crisi di coppia per circa tre milioni di italiani che, a seguito dell’asportazione radicale della prostata (prostatectomia), non si rassegnano all’impotenza e vogliono riprendere la loro vita sessuale.

«L'asportazione chirurgica completa della prostata - spiega il dottor Maurizio Carrino, urologo al Cardarelli di Napoli - è l'unico intervento chirurgico in grado di curare e guarire il tumore. Ma nonostante le attuali tecniche laparoscopiche e robotiche e la nerve sparing che risparmia i nervi dell'erezione, causa impotenza in oltre il 70% dei pazienti operati. Questa conseguenza si verifica perché i nervi dell’erezione possono essere danneggiati durante l’intervento chirurgico. Le protesi peniene idrauliche di ultima generazione consentono un’erezione simile a quella fisiologica e prevedono l’inserimento all’interno dei cilindri naturali del pene, i corpi cavernosi, di due cilindri artificiali collegati a una pompa di controllo, a livello dello scroto, e a un serbatoio contenente del liquido. 

L’uomo può così ottenere un’erezione quando vuole con la stessa sensibilità e capacità di orgasmo presenti prima dell’intervento, premendo un attivatore a pressione posto sotto la cute dello scroto tra i due testicoli. In questo modo il liquido contenuto nel serbatoio si trasferisce ai cilindri e il pene si indurisce. Premendo di nuovo il liquido passa dai cilindri al serbatoio e il pene ritorna in condizione di riposo. Un altro spiacevole effetto collaterale dell’asportazione della prostata è la riduzione delle dimensioni del pene che si accorcia a 15 giorni dall’intervento di un centimetro e mezzo fino superare in alcuni casi i due centimetri dopo un anno. Questo problema è stato superato grazie alle ultime protesi AMS 700 che, rispetto a quelle del passato in grado solo di ingrossare il pene, consentono oggi una perfetta erezione con un ingrossamento e allungamento del pene garantendo all’uomo il ritorno alla sua normale vita sessuale.

Sebbene la protesi risolva definitivamente l’impotenza post prostatectomia, molti uomini non ne conoscono l’esistenza perché spesso non vengono informati dai medici. Stessa mancanza di informazione anche per i 400.000 italiani affetti da grave impotenza non legata a interventi alla prostata e che non risponde ai farmaci.
 


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale Cardarelli - Napoli

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