Terme
La classificazione delle acque secondo Marotta e Sica
Grazie al contributo di Giuseppe Nappi, Professore di Terapia Medica e Medicina Termale del Centro Studi e Ricerche sulle Acque Minerali dell'Università degli Studi di Milano, scopriamo come si classificano le acque minerali.
Sanihelp.it - Quella di Marotta e Sica del 1933 rappresenta al momento in Italia la classificazione cui è subordinata l’autorizzazione all’utilizzo delle acque. Attualmente è molto sentita la necessità di individuare il particolare effetto terapeutico di ciascuna acqua minerale. La classificazione di Marotta e Sica comprende tre parametri:
temperatura, residuo fisso a 180°C e composizione chimica secondo uno schema che divide le acque in classi e sottoclassi.
Nella classificazione i due studiosi tengono conto dell’anione o degli anioni prevalenti, poi del catione. La prevalenza si desume trasformando i milligrammi in milliequivalenti (meg), utilizzando un’apposita tabella. L’attività degli elementi è infatti in relazione alla concentrazione e non alla quantità.
Quando uno ione è presente in quantità superiore a 20 meq/l dà il nome all’acqua. La presenza di diversi ioni prevalenti origina la classificazione di acque pluriioniche (bicarbonato-solfate, solfureo-solfate-salse).
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di Valeria Leone
Fonte: Medicina e clinica termale, Giuseppe Nappi - Selecta Medica
Tags: terme, acque minerali, classificazione
Revisione: 31-10-2011