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Una ricerca italiana contro la malaria

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Pubblicato il: 11-10-2011
Sanihelp.it - Secondo gli ultimi dati, l’epidemia di malaria continua a espandersi in tutto il mondo, complici i cambiamenti climatici che stanno facendo sviluppare le zone in cui la zanzara vettore può vivere e infettare le persone. Più del 40% della popolazione mondiale rischia di essere contagiata dal morbo e, anche se il 90% dei casi si registra in Africa, la nuova frontiera della patologia è il Sud-Est Asiatico, dove l’83% della popolazione (oltre 1 miliardo e 300 milioni di persone) è a rischio.

Diidroartemisinina/piperachina (DHA/PQP) rappresenta la nuova frontiera nella lotta contro la malaria. Il trattamento (Eurartesim), che ha recentemente ottenuto parere positivo da parte del Comitato dei medicinali di uso umano dell’EMA, è ora in attesa di approvazione da parte della Commissione Europea. DHA/PQP, una combinazione in dose fissa (Artemisinin-based Combination Therapy - ACT) composta da diidroartemisinina e piperachina, a base di artemisinina, si è dimostrata altamente efficace nel trattamento della malaria non complicata negli adulti e nei bambini, con un facile regime di somministrazione (tre compresse al giorno nell’arco di tre giorni).

Il parere positivo dell’EMA è supportato dai risultati di una serie di studi clinici su larga scala che hanno avuto l’obiettivo di valutare la sicurezza e l’efficacia della nuova ACT. Gli studi hanno coinvolto più di 2.700 pazienti in Africa (Burkina Faso, Zambia, Kenya, Mozambico e Uganda) e in Asia (Thailandia, India e Laos), compresi circa 1.036 bambini africani tra i 6 mesi e i 10 anni di età, tutti con malaria non complicata da Plasmodium falciparum e trattati con la combinazione diidroartemisinina/piperachina.

Marco Brughera, sigma tau R&D Corporate Director, afferma: «Gli studi clinici condotti sui pazienti trattati con il nuovo farmaco hanno confermato l'alta percentuale di guarigione, superiore al 95%. L’approvazione alla commercializzazione del farmaco a livello europeo, una volta estesa ai Paesi endemici, permetterà di fornire un trattamento altamente efficace alle popolazioni vulnerabili di questi Paesi, dove la malaria ha un tremendo impatto sulla salute e sul sistema socio-economico».




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Sigma Tau

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