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Il beauty case del bebè

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Pubblicato il: 18-10-2011

Meglio la mousse o il gel? Quando si può cominciare a fargli lo shampoo? Cosa usare in caso di crosta lattea? Ecco cosa non deve mancare nel beauty case del tuo piccolo.

Il beauty case del bebè © Photos.com Sanihelp.it - I paidocosmetici, o cosmetici per l’infanzia, si dividono principalmente in tre categorie: bagnetto (detergenti e shampoo), cambio del pannolino (salviette detergenti, creme protettive e lenitive per la zona genitale) e idratazione (latti e oli per viso e corpo). A queste si aggiunge la categoria dei prodotti per la protezione solare.

1. DETERGENTI. Devono rispettare il pH cutaneo e contenere sostanze emollienti e lenitive ad alta affinità con la composizione di sebo, come la farina di avena. Un altro ingrediente molto usato è l’amido di riso: è rinfrescante ed emolliente e contribuisce a ridurre l’irritazione nelle pieghe inguinali, mantenendo la pelle asciutta e prevenendo gli arrossamenti.
È bene alternare i bagnoschiuma e gli shampoo classici agli oli, per impedire l’eccessiva disidratazione della pelle.

2. SHAMPOO. Quelli per bambini hanno basi lavanti molto delicate, con un pH simile a quello lacrimale, in modo da non far bruciare gli occhi, e una certa viscosità che impedisce loro di colare sul viso.

Nel primo anno di vita lo shampoo non è indispensabile: i capelli hanno pochissimo sebo e difficilmente appaiono grassi. In presenza di crosta lattea invece l’ideale è un olio-shampoo che ammorbidisce le crosticine favorendone il distacco.

3. IDRATANTI. Dopo il bagnetto, sì ai talco in forma liquida, per asciugare la pelle nelle pieghette evitando che si screpoli o si irriti. Dopo o in sostituzione, si può usare una crema o un fluido altamente idratante (meglio se con fattore di protezione solare) su tutto il corpo e il viso, per proteggere la pelle dall’arrossamento da pannolino e dall’aggressione degli eventi atmosferici. Le formulazioni che consentono di ottenere il miglior effetto barriera sono le emulsioni acqua in olio.

Tra gli ingredienti più usati ci sono la calendula, il burro di karité, il bisabololo, la malva, l’altea, l’amamelide, l’aloe, il fiordaliso, la rosa, l’allantoina e l’ossido di zinco (quest’ultimo particolarmente indicato nel trattamento degli arrossamenti della pelle a contatto con il pannolino).

È importante leggere l’etichetta e le istruzioni prima di acquistare questi prodotti. Devono avere infatti precise caratteristiche: totale innocuità sotto il profilo tossicologico (cioè assenza di sostanze tossiche), elevata stabilità, facilità di applicazione e assenza di profumi e coloranti. Dovrebbero anche avere particolari preservanti (diversi dai conservanti), specificatamente usati nei prodotti per bambini, che evitano i rischi derivanti dall’impiego di sostanze inquinate.

Un ultimo consiglio: per evitare l’inquinamento del prodotto e la degradazione dei principi attivi contenuti è bene chiuderlo sempre bene dopo l’utilizzo ed evitare di far entrare acqua nelle confezioni di detergente e shampoo durante il bagnetto.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
A. Bovero, Dermocosmetologia, Edizioni Tecniche Nuove

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