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La Parvovirosi canina: la malattia dei cuccioli

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Pubblicato il: 18-10-2011

Malattia infettiva di origine virale tipica del cane conosciuta più comunemente come gastroenterite emorragica trasmissibile.

La Parvovirosi canina: la malattia dei cuccioli © Photos.com Sanihelp.it - La Parvovirosi è una malattia infettiva causata da virus appartenente alla famiglia delle Parvoviridae del genere Parvovirus. L’origine di questo virus non è stata stabilita, però sappiamo che è un virus molto stabile nell’ambiente, resistente a variazioni di pH piuttosto ampie, alle alte temperature, a disinfettanti comuni e può sopravvivere per alcuni mesi in un ambiente contaminato.

Colpisce, di solito, i cuccioli in tenera età (da pochi giorni fino a 3 settimane), anche se negli ultimi tempi, si sono verificati casi anche in cucciolini di 7-8 mesi.

Le razze maggiormente predisposte sono: Rottweiler, American Pit Bull Terrier, Doberman, Pinscher e Pastore Tedesco, mentre Barboncini Nani e Cocker Spaniel hanno meno probabilità di contrarre il virus. È una malattia piuttosto grave che può portare alla morte dell’animale nel 16-35% dei casi.

Il virus è trasmesso per contatto diretto con animali infetti e viene emesso con le feci fino a 3 settimane dopo l’infezione. Può verificarsi anche una contaminazione di tipo indiretto tramite oggetti o persone venute a contatto con i soggetti ammalati.

Esistono due forme cliniche del virus:
Miocardite: che colpisce il cuore dei cuccioli in tenera età con conseguenze di necrosi del miocardio e insufficienza cardiopolmonare acuta oppure cicatrizzazione del miocardio e progressiva insufficienza cardiaca. Questa forma è meno frequente perché l’immunizzazione delle cagne protegge i cuccioli nei primi periodi di vita.

Gastroenterite: più comune nei cuccioli di 6-20 settimane, in quanto l’immunizzazione della madre non è sufficiente a proteggere i cuccioli e colpisce l’intestino provocando vomito, diarrea, diminuzione del peso corporeo e mancanza di appetito. L’animale si disidrata e si indebolisce, poiché risulterà incapace di trattenere i liquidi e di assorbire sostanze nutritive.

Il virus penetra nell’organismo per via oro-nasale e dopo l’ingestione si riproduce nei tessuti linfatici dell’orofaringe passando poi nel circolo sanguigno (dove rimane per circa un mese). Il virus attacca le cellule che si replicano in modo molto rapido, specialmente quelle del midollo osseo, dei tessuti linfopoietici causando neutropenia (diminuzione dei globuli bianchi) e linfonecrosi e quelle dell’epitelio di intestino, digiuno ed ileo che provocano necrosi dell’epitelio e la diarrea emorragica.

Non esiste una cura vera e propria per questa patologia. La maggior parte degli animali guarisce grazie al ripristino dell’equilibrio elettrolitico attraverso la fluidoterapia. La miglior terapia è sempre la prevenzione: bisogna vaccinare i cuccioli tra le 7 e 12 settimane e questi dovranno rimanere in isolamento almeno fino a 14 settimane.

Bisogna quindi fare molta attenzione quando si acquista un cucciolo. Assicuriamoci che sia stato vaccinato in modo adeguato, dato che con una vaccinazione precoce l’incidenza della malattia è piuttosto ridotta. Spesso, per risparmiare, si acquistano animali dai negozi senza sapere o immaginare che possa trattarsi di animali importati illegalmente dall’est europeo, tolti dalla madre troppo precocemente, senza essere svezzati o vaccinati.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Tuttozampe, Manuale Merck Veterinario

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