Le parole pi¨ cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

A mangiar bene si impara a scuola

di
Pubblicato il: 25-10-2011

Parte un progetto scolastico di quattro anni per insegnare ai bambini a mangiare bene, con lavoretti divertenti e creativi. I consigli degli esperti per i genitori.

A mangiar bene si impara a scuola © Photos.com Sanihelp.it - Stimolare a scuola l’insegnamento della nutrizione responsabile, contribuendo a promuovere stili di vita corretti e sostenibili: è l’obiettivo del progetto promosso da Expo2015 e Rio Mare, che si concretizza nella realizzazione di un percorso didattico dedicato alle scuole elementari primarie.

Un cammino lungo quattro anni, nel corso dei quali i bambini, sotto la guida degli insegnanti e con l’aiuto dei kit didattici sviluppati volta per volta, potranno affrontare in classe il tema dell’alimentazione sotto diversi punti di vista dalla varietà, alla qualità/quantità fino alla scelta di prodotti che rispettino l’ambiente.

Dai dati dell’ultimo rapporto dell’Ocse sull’obesità risulta che in Italia a otto anni un bambino su tre è in sovrappeso o obeso: un dato che ci fa guadagnare il primo posto in Europa per obesità infantile.

Come possiamo, dunque, aiutare i bambini a mangiar sano? La scuola ha un ruolo di primo piano, a supporto del lavoro quotidiano dei genitori. Ancora oggi, invece, secondo recenti ricerche risulta che, su tutto il territorio nazionale, solo il 33% delle scuole ha avviato iniziative a favore di una sana alimentazione e dell’attività motoria.

Sviluppato e realizzato in collaborazione con il professor Michele Carruba, Direttore del Centro di Studio e Ricerca sull’Obesità, e il dottor Luigi Ballerini, medico psicanalista e scrittore per bambini, il progetto didattico declinerà il tema centrale della nutrizione responsabile in quattro aree tematiche, una per ogni anno scolastico, chiamando le classi a realizzare dei lavori creativi relativi al tema in corso. I lavori saranno poi giudicati da una commissione che eleggerà, ogni anno, la classe vincitrice, permettendo così alla scuola di appartenenza di vincere un premio.

«I bambini non sanno cosa è giusto e cosa è sbagliato mangiare, se nessuno glielo insegna – dice il professor Carruba – Il più delle volte scorrette abitudini alimentari dei genitori si trasferiscono ai bambini. Per questo la scuola assume un ruolo significativo: iniziando il prima possibile a educare bene i bambini, favoriamo la costruzione di uno stile di vita alimentare corretto che si porteranno dietro per tutta la vita».

Come possiamo, a casa, portare i bambini a sperimentare piatti nuovi, che magari non sono sempre in linea coi loro desideri? «Mai forzare i bambini a mangiare contro la loro volontà – risponde Luigi Ballerini – dobbiamo piuttosto aiutarli stimolando l’imitazione dei comportamenti dei più grandi. Se i bambini vedono che gli adulti mangiano di gusto sono portati a partecipare alla stessa esperienza. Per loro sarà aderire a una soddisfazione che vedono già in atto. È, inoltre, molto importante presentare la varietà come un valore: trasmettere nella quotidianità il piacere di assaggiare, senza forzare e rispettando i tempi del bambino».

Il progetto avrà diffusione nazionale e andrà a coinvolgere 8.000 scuole (tra scuole primarie e dell’infanzia), 24.000 classi e oltre 600.000 alunni.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Progetto Best Food Generation, la trib¨ dell'Expo

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti