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Riabilitazione

Colleghi e fan: una medicina in più per Sposini

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Pubblicato il: 18-10-2011

La strada della riabilitazione è ancora lunga, ma continui sono i progressi del giornalista colpito ad aprile da emorragia cerebrale, grazie anche all'affetto di colleghi e fan.

Colleghi e fan: una medicina in più per Sposini © Rete Sanihelp.it - Sono passati quasi sei mesi da quel 29 aprile che molti ricorderanno come data del matrimonio reale tra Kate e William, ma che per il giornalista Lamberto Sposini è stato il giorno di una grave battuta d’arresto, quella causata dall’emorragia cerebrale che lo ha tenuto a lungo in coma e che aveva fatto temere per la sua vita.

Avevamo già raccontato di come, per il conduttore, scampato il pericolo,  fosse cominciata la riabilitazione. Oggi torniamo a parlarne dopo che, proprio in questi giorni, i famigliari hanno scritto una lettera al grande pubblico, ripresa da alcuni giornali locali, per raccontare i progressi ottenuti da Sposini: «Possiamo guardare con maggiore serenità al futuro delle condizioni di salute di Lamberto che, come ha avuto modo di dichiarare anche la figlia Francesca, ha iniziato un lungo e complesso percorso di riabilitazione, facendo continui progressi» scrivono. «È ritornato infatti ad essere vigile, cosciente, a leggere i giornali, a guardare la tv e a mangiare autonomamente».

Passi avanti merito certamente dei medici che lo hanno curato nell’emergenza e che continuano a farlo ora durante il percorso riabilitativo, ma il suo continuo miglioramento è dovuto anche all’affetto e al sostegno di tanti, non solo famigliari, ma anche colleghi, quelli stessi personaggi del mondo dello spettacolo da cui non sempre si crede possa arrivare un sincero sostegno, eppure, fanno sapere i famigliari «giornalmente hanno voluto interessarsi alle sue condizioni di salute. Taluni sono anche coinvolti in alcune attuali fasi riabilitative».

Notizie confortanti per tutti i sostenitori dell’anchorman, quella gente comune che in tutti questi mesi non ha fatto mancare il proprio sostegno, tante persone « che si sono presentate raccontando di analoghe malattie, proprie o di altri, che si sono risolte positivamente, o hanno lasciato un rosario, l'immagine di un santo, o l'assicurazione di una preghiera personale o di un gruppo» hanno raccontato i famigliari, ringraziando tutti costoro che, pur sconosciuti, non hanno fatto mancare la loro vicinanza.


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Ansa

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