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I primi passi

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Pubblicato il: 25-10-2011

Grazie al contributo del professor Nicola Portinaro, Direttore della Clinica Ortopedica dell'Università degli Studi di Milano e responsabile dell'Unità Operativa Ortopedia Pediatrica di Humanitas, scopriamo come scegliere le prime scarpe.

I primi passi © Photos.com Sanihelp.it - Lo sviluppo del piede inizia a livello della vita fetale; l’arco anteriore, mediale e laterale cresceranno fino ai 12-13 anni, andando a definire quello che sarà il piede adulto. Se il piede cresce prevalentemente all’interno avremo un piede pronato valgo (anche detto piatto), se al contrario la crescita avviene più all’esterno, il piede sarà cavovaro. Il piede pronato valgo è normale nell’85-90% dei casi di bambini fino ai 5-6 anni; il piede cavovaro è invece patologico nell’80% dei bambini piccoli e deve far sospettare patologie neurologiche di diverso livello.

La storia naturale del piede ha un suo corso ed è difficile intervenirvi. Nei casi importanti di piede pronato valgo e cavovaro si consigliano spesso i plantari. È dovere però il sottolineare che i plantari non modificano la storia che ciascun piede ha, ma possono risultare utili per far si che le ossa del piede del bambino, ancora plastiche come la plastilina , si modellino una rispetto all’altra in modo da avere alla fine dello sviluppo un piede che comunque sia la sua forma, abbia delle ossa di conformazione normale.

I bambini iniziano a muovere i primi passi in momenti diversi, a seconda della loro crescita e del loro sviluppo. La precocità nel camminare può avere vantaggi e svantaggi. Gli early walkers (camminatori precoci) hanno uno sviluppo neuromotorio precoce, ma questo comporta un carico su gambe non del tutto ossificate, con conseguente rischio di sviluppare il ginocchio varo, un’alterazione del ginocchio che non deve destare grandi preoccupazioni. I late walkers (18-20 mesi) invece hanno uno sviluppo neuromotorio più lento, ma al contrario degli early walkers, corrono un rischio minore di atteggiamenti anomali degli arti inferiori. Occorre rassicurare i genitori sul fatto che, in quest’ultimo caso, uno sviluppo neuromotorio più lento è normale e non rappresenta una condizione patologica.

Il momento della crescita in cui il bambino inizia a muovere i primi passi non influenza affatto la forma del piede. Il piede ha una sua traiettoria, che non può essere modificata; vi si interverrà solo in caso di patologie importanti.

Professor Portinaro meglio a piedi nudi o con le scarpe? Credo che il cervello dell’uomo parli con il terreno attraverso i piedi. Ritengo quindi che sia importante nella crescita del bambino fornirgli occasioni di contatto con terreni sconnessi, che stimolino i piedi in modo completo su tutti gli assi di movimento: via libera a passeggiate a piedi nudi nei prati, sulla sabbia o qualche passettino sul letto. Camminare a piedi nudi non presenta vantaggi specifici per lo sviluppo del piede, ma aiuta la coordinazione oculo-motoria, la capacità propriocettiva e l’equilibrio.

In conclusione, la scelta delle scarpe inficia poco sullo sviluppo del piede. Se posso dare un consiglio, privilegerei scarpe non troppo morbide, con una suola rigida e un leggero sostegno sui talloni.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Professor Nicola Portinaro - Istituto Clinico Humanitas Rozzano (Mi)

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