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Occhi

Gattuso vede doppio

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Pubblicato il: 25-10-2011

Problemi a un nervo che controlla l'occhio sinistro per il calciatore rossonero. Lo stop durerà ancora alcuni mesi, ma non è ancora un addio al calcio.

Gattuso vede doppio © Rete Sanihelp.it - È lontano dai campi da calcio da ormai due mesi, da quando, durante il debutto in campionato, a settembre, venne sostituito dopo un contrasto con il difensore della Lazio, Nesta. Da allora abbiamo visto Gennaro Gattuso spesso in panchina con occhiali e lente sinistra bendata. Molte le ipotesi che si sono susseguite nelle settimane. A cominciare dal fatto che il problema all’occhio fosse proprio una conseguenza dello scontro in campo.

Ma Ringhio ha fatto sapere durante una conferenza stampa che in realtà tutto era cominciato già qualche giorno prima della partita e ne aveva anche parlato con il medico della squadra: «Quattro giorni prima di Milan-Lazio, avevo raccontato a Tavana che vedevo delle macchie. Lui non voleva che giocassi. Io mi sono arrabbiato, invece aveva ragione. Infatti nei primi venti minuti della partita, venti minuti di inferno, mi sono reso conto di quello che stava accadendo: vedevo quattro Ibra».

Paralisi del sesto nervo cranico: questo il problema che attanaglia il centrocampista rossonero. Quindi non un problema al nervo ottico anche se questo stesso nervo interferisce con la muscolatura degli occhi. Per questo il calciatore tende a vedere doppio con l’occhio sinistro. «La prognosi non è delimitata, bisogna aspettare dai 2 ai 6 mesi per valutare l’evoluzione di questa situazione che potrebbe anche spontaneamente tornare alla normalità. La terapia gli sta permettendo di ridurre questi sintomi» fa sapere il medico milanista Tavana.

Rino ha parlato anche di un possibile intervento fra quattro mesi. Dopo le prime naturali paure («aver scoperto che non c'erano tumori è stato un sospiro di sollievo»), il giocatore vuole solo tornare a vedere normalmente, non tanto per il gioco, ma per la vita di tutti i giorni perché, fa sapere, «è davvero brutto non portare i figli a scuola perché non puoi guidare». Tempi lunghi quindi ma poca preoccupazione per l’assenza dai campi, anche perché il giocatore continua comunque la preparazione atletica, pur non potendo giocare. E così c’è anche chi ha pensato che il suo fosse un lento ritiro, ma egli rassicura i suoi tifosi: «Ci vuole altro per abbattermi».



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