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Chirurgia

Protesi in 3D per l'ernia dello sportivo

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Pubblicato il: 25-10-2011

Un fiore che reagisce ai movimenti: ecco la novità in ambito chirurgico per intervenire sui pazienti con ernia inguinale. Si tratta di una protesi dinamica in 3D.

Protesi in 3D per l'ernia dello sportivo © Photos.com Sanihelp.it - Suture e fissaggi addio. Arriva un dispositivo che si muove in armonia con le strutture addominali, aiutando il decorso post-operatorio dei pazienti con ernia all'inguine. 

Il professor Giuseppe Amato, docente presso la Scuola di Specializzazione in Chirurgia dell'Università di Palermo, spiega: «Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel trattamento dell'ernia inguinale. La protesi, costruita in polipropilene, un materiale sintetico di corrente utilizzo in chirurgia, è tridimensionale e viene impiantata senza punti di sutura. Ciò permette di evitare le complicanze tipiche degli interventi tradizionali, come gli strappi ai tessuti, il sanguinamento, il dolore cronico da tensione e il nerve entrapment. Si tratta di un vero e proprio intrappolamento di uno o più dei tre piccoli nervi presenti nell'area inguinale da parte dei punti di sutura o da parte del callo cicatriziale generato dalle reti convenzionali. A differenza delle protesi tradizionali, tutte statiche e passive perché non seguono i movimenti naturali della regione inguinale, questo device, muovendosi all'unisono con le strutture della zona inguinale e assecondandone i movimenti, non viene percepito come corpo estraneo dall'organismo».

La protesi dinamica viene inserita nella parete addominale senza bisogno di suture e fissaggi, si tratta di un intervento rapido, indolore e senza complicanze. L'intervento si esegue nell'80% dei casi in anestesia locale e in meno di mezz'ora.

Dal punto di vista dei pazienti, si riscontra una netta diminuzione delle complicanze postoperatorie, in particolare emorragie ed ematomi legati alla lacerazione dei punti di sutura. Si azzerano le percentuali relative alle complicanze rispetto agli interventi classici: 0% di infezioni contro il 5% delle mesh, 0% di recidiva contro il 10% delle reti tradizionali, 0% di dolore cronico contro il 7%, 0% di complicanze intraoperatorie verso il 3% medio delle operazioni finora effettuate. Inoltre, si dimezza la comparsa di seromi (dal 12 al 6%) e si riduce di un quinto la manifestazione di ematomi (da circa il 15% al 3%). La mancanza di ancoraggi inoltre, permette di annullare la tensione dei tessuti operati, evitando reazioni cicatriziali callose tipiche delle protesi convenzionali. 


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