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Come viene affrontato il bruciore di stomaco?

Tre milioni di frustrati di stomaco

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Pubblicato il: 08-11-2011

Il reflusso è un problema diffuso in Italia, affrontato in diversi modi: una ricerca identifica cinque profili di malati. Tra questi, i frustrati, che fanno una vita di rinunce per i loro problemi di stomaco.

Tre milioni di frustrati di stomaco © Photos.com Sanihelp.it - Si stima che siano più di 3 milioni gli italiani scoraggiati e depressi a causa delle rinunce che il proprio stomaco in fiamme impone nell’alimentazione, nelle attività sportive e perfino nell’abbigliamento. È quanto emerge da una ricerca condotta nel giugno 201, su un campione nazionale di 500 uomini e donne tra i 18 e i 55 anni, che ha individuato 5 tipologie di reazioni al reflusso, un disturbo che colpisce ben 12 milioni di connazionali.

«La pirosi gastrica è una pessima compagna di vita - commenta il professor Vincenzo Savarino, Ordinario di Gastroenterologia presso il Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Genova - e non mi sorprende che la maggioranza dei pazienti si senta frustrata: rinunciare ad andare al ristorante o a praticare sport, non riuscire a concentrarsi nel proprio lavoro, sono solo alcuni dei problemi che il cosiddetto bruciore di stomaco comporta».

Ecco i 5 profili identificati dalla ricerca.

Frustrati del reflusso. Più donne che uomini (quasi 6 su 10 sono donne), soprattutto giovani adulti (18-34 anni) che vivono nel Nord Ovest del Paese. Sono il 27% del campione: pazienti particolarmente sensibili alle rinunce che il bruciore di stomaco può comportare nei momenti di picco: sport, pasti abbondanti, uscite con gli amici, e abiti stretti alla moda.

Interventisti. Sognano la guarigione e sono pronti a tutto per un rimedio efficace, che faccia scomparire il reflusso nel più breve tempo possibile. Rappresentano il 25% degli italiani con bruciore di stomaco e spesso la fretta di guarire spinge questi pazienti a decidere in autonomia i farmaci da assumere, senza consultare medico o farmacista.

Grandi Vittime. Si concentrano al Sud Italia e nelle Isole, conducono uno stile di vita sfidante: in molti casi svolgono attività stressanti e ad alto contenuto professionale, e appartengono a una classe medio alta. Rappresentano il 16% del campione, si sentono annientate dal bruciore di stomaco, che considerano un problema grave capace di condizionare in modo rilevante le normali attività quotidiane e la qualità della vita.

Diffidenti. Nel Nord Est e nei piccoli centri prevalgono i Diffidenti (21%), che avvertono il bruciore di stomaco come un disturbo occasionale e poco grave, causato da una particolare condizione di stress o di tensione. Sono, dunque, il gruppo di pazienti più orientato ai rimedi improvvisati, di tipo casalingo, e nei confronti dei farmaci evidenziano una forte, radicata diffidenza.

Stoici. Sono giovani (uno su due ha meno di 34 anni), studenti o precari in cerca di occupazione. Rappresentano il 10% del campione, si concentrano nei centri urbani di piccole dimensioni e... aspettano. Il bruciore di stomaco è vissuto in maniera più blanda e, dunque, l’approccio tipico degli Stoici consiste nell’attesa, mentre in casi estremi possono ricorrere ai rimedi casalinghi.

«Gli atteggiamenti nei confronti di questo disturbo - spiega Savarino - sono legati all’intensità, alla frequenza e alla durata del problema, ma anche il fatto di essere uomo o donna può essere rilevante. Non è un caso, infatti, che Frustrati, Interventisti e Grandi Vittime siano principalmente donne, forse perché avvertono maggiormente lo stress e perché vivono in modo più esplicito la loro condizione. Bisogna informare sul reflusso e combattere i falsi miti, soprattutto la diffidenza nei confronti dei farmaci. A volte semplici rimedi, come un antisecretivo, possono essere efficaci», conclude l'esperto.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ricerca realizzata da Carlo Erminero & Co con il contributo di Novartis Consumer Health

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