Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Cellule staminali: ecco come si riparano i tessuti

di
Pubblicato il: 12-02-2004

Un gruppo di ricercatori dell'Istituto scientifico universitario San Raffaele ha rintracciato il meccanismo attraverso il quale le cellule staminali si attivano per riparare tessuti danneggiati. Nuove prospettive nella lotta contro i tumori.

Sanihelp.it - La terapia con cellule staminali adulte prevede di solito che le cellule siano prelevate dal paziente, coltivate in provetta, e quindi reintrodotte nell’organismo. Uno dei problemi della terapia è proprio fare in modo che le cellule staminali raggiungano il tessuto malato: molto spesso rimangono dove sono state iniettate, oppure si disperdono e non raggiungono il tessuto da riparare.

Le cellule staminali che risiedono nell'organismo del paziente in qualche modo trovano naturalmente il tessuto danneggiato e lo riparano, anche se con bassa efficienza; il problema è capire come avviene per utilizzare lo stesso sistema per indicare la strada alle cellule staminali adulte coltivate.

Riuscire a comprendere in che modo si sviluppa il processo riparativo potrebbe permettere grossi passi avanti nella ricerca contro i tumori.

Un gruppo di ricerca dell'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele ha rintracciato un meccanismo che potrebbe spiegare come avviene la riparazione delle cellule malate.

Il punto di partenza è stato offerto da uno studio precedente che aveva già chiarito come le cellule che muoiono per trauma o malattia lanciano, prima di morire, un ultimo messaggio, la proteina HMGB1, per avvertire le altre cellule dell'organismo.

Le cellule staminali, che hanno il compito di ricostruire i tessuti danneggiati, reagiscono accorrendo per riparare il danno, si moltiplicano prendendo l'identità delle cellule morte e le sostituiscono. Grazie alla proteina HMGB1, non sbagliano strada e raggiungono l'obiettivo.

Lo studio è pubblicato su The Journal of Cell Biology rende esplicito un meccanismo fino a ora inspiegato: potenzialmente si potrebbe persino usare la proteina HMGB1 per aumentare la forza del richiamo delle cellule morenti e rendere più efficiente la riparazione da parte delle cellule staminali del paziente, senza dover estrarre le sue cellule staminali per coltivarle prima di reintrodurle.

Secondo i medici questo meccanismo di richiamo potrebbe aprire nuove prospettive anche nella ricerca contro i tumori: essi sospettano infatti che il meccanismo di migrazione delle cellule staminali sia simile a quello con cui i tumori generano le metastasi. Se da una parte si potrebbe favorire la migrazione delle cellule staminali per la riparazione dei danni tissutali, dall'altra si potrebbe contrastare la formazione di metastasi con inibitori della proteina HMGB1.

I ricercatori precisano che saranno comunque necessari ancora da tre a dieci anni prima che si possa arrivare alla sperimentazione di un'applicazione terapeutica.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Redazione Sanihelp.it

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti